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Santo Stefano di Sessanio – I Medici

15 Febbraio 2016 Commenti chiusi

Nel 1579 i Medici di Firenze divennero Signori del borgo medievale di  Santo Stefano di Sessanio (AQ) vicino a Rocca Calascio, spinti dall’interesse a controllare sul posto la produzione della lana da loro utilizzata, di decine di migliaia di pecore, anche di razza carfagna, molto pregiata e più scura, che veniva lavorata in Toscana ed esportata verso i mercati di tutta Europa. Le greggi scendevano da qui per la transumanza  verso i pascoli pugliesi più a bassa quota.

In origine Sextantio (questa era l’antica denominazione) era un piccolo insediamento romano posto a sei miglia (sexta ) da un importante villaggio, il Piano di S.Marco. Intorno al 779 il borgo, situato ad un’altitudine di m.1215, nella parte meridionale di quello che oggi è il Parco Nazionale del Gran Sasso,  aveva un’economia di sussistenza. Vivevano in zona i Monaci di S.Vincenzo al Volturno che possedevano la cella di S.Pietro ad Oratorium.

Santo Stefano di Sessanio faceva parte del feudo della Baronia di Carapelle del Signore Oderisio da Collepietro e passò poi agli Svevi, agli Angioini, al Conte di Celano verso la fine del secolo XIV, agli Aragonesi e ai Piccolomini nei secoli XV-XVI e ai Medici di Firenze nel 1579. Francesco de’ Medici, granduca di Toscana ricevette da Costanza Piccolomini la Baronia di Carapelle, con anche il borgo di Santo Stefano . Nel 1813 la Baronia venne ceduta al re di Napoli.

Oggi nel borgo in pietra calcarea bianca, si possono ammirare la Torre, danneggiata dal terremoto del 2009 all’Aquila, la Casa del Capitano.

N.4 Neologismi olandesi del XVI secolo di Stevin, matematico eclettico

22 Ottobre 2012 Nessun commento

Simon Stevin  (1548-1620 ), fiammingo di cultura enciclopedica, aveva  molteplici interessi (algebra, geometria,meccanica) fu matematico, contabile, ingegnere, docente all’università di Leida, scienziato.

Sostenne la necessità di arricchire la lingua olandese, identificatrice di una coscienza nazionale che emergeva nel Rinascimento: una lingua scientifica nuova,comprensibile da tutti i connazionali, in sostituzione del latino,  usato nella cultura e nella scienza,  conosciuto  da pochi.

Creò e diffuse una terminologia scientifica olandese, usando parole preesistenti o coniandone di nuove, combinando termini della lingua comune, tradotti dal latino e dal greco.

Sostenne che gli uomini primitivi avevano  una conoscenza istintiva dell’essenza delle cose, poi andata perduta insieme  all’enorme confusione delle lingue.

Questa sua lingua, il duytsch, era , quindi, un’evoluzione di quell’unica lingua “oertaal“, usata dagli antenati, costituita da elementi semplici, monosillabici, corrispondenti ognuno ad un concetto .

Fonte:

Inter@lia settembre 2002-C.Cona

http://europa.eu.int/comm/translation/reading/periodicals/interalia/index_it.htm

http://ec.europa.eu/translation/italian/magazine/documents/issue22_it.pdf