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Post Taggati ‘neologismi’

N.25 La comunicazione tra giovani

23 Gennaio 2013 Nessun commento

Per linguaggio giovanile si intende la varietà di lingua usata da adolescenti, costituita da particolarità lessicali e fraseologiche.

L’uso di una varietà di lingua si unisce alla velocità nel comunicare,  ad uno stesso modo di vestire, al ritrovarsi negli stessi luoghi,  usando spesso telefonini, lettori mp3.

All’interno del gruppo  i giovani trattano di varie tematiche:la scuola, l’amore, il sesso, le amicizie, il divertimento, l’uso di sostanze stupefacenti, la velocità nella guida dell’auto….

La difficoltà d’ inserimento nel mondo del lavoro ed il lento abbandono della famiglia d’origine rallentano la maturazione dei giovani .

L’uso di una forma particolare di italiano da parte dei giovani sembra rispondere a tre funzioni :

1.  identitaria, d’appartenenza al gruppo; 2.  ludica; 3.  di autoaffermazione, sia nei confronti del gruppo, sia al suo interno.

Segue in Continuazioni,  http://ideabrillante.blog.tiscali.it/continuazioni

Fonte: Michele A. Cortelazzo, Il linguaggio giovanile, Enciclopedia dell’italiano 2010,  Treccani

http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggio-giovanile_(Enciclopedia-dell’Italiano)/

N.6 ILIESI – CNR Osservatorio neologico della lingua italiana. Neologismi

28 Ottobre 2012 Nessun commento

 L’Osservatorio neologico della lingua italiana segnala come si vada diffondendo un crescente interesse per lo studio dei neologismi  a partire dalla seconda metà del XX secolo, dovuto principalmente a due concause:

- la velocità del progresso scientifico e tecnologico che comporta la ricerca continua di nuove denominazioni;

- il  superamento degli ostacoli che limitavano le diverse forme di comunicazione internazionale.

L’Osservatorio mira a:

- individuare le linee di tendenza nella formazione di neologismi;

-  verificare la vitalità dell‘italiano contemporaneo nell’uso dei meccanismi di produzione e di formazione.

L’esigenza di dare un nome a fenomeni e a  tendenze nuovi spinge i giornalisti a  creare espressioni nuove, non presenti nei dizionari.

Inoltre, gli elementi referenziali per ogni persona sono in continua evoluzione. Lo sviluppo di nuove conoscenze e  di contesti tecnologici e sociali  – l’informatica, le telecomunicazioni, l’economia, la politica, i grandi cambiamenti mondiali in atto – determinano un’elevata mobilità lessicale, che si manifesta  anche nell’oscillazione delle forme denominative, sia sul piano intralinguistico, sia su quello interlinguistico.

I  materiali raccolti nella banca dati dell’Osservatorio sono diffusi : da un lato, in una serie di repertori consultabili a stampa (v. elenco Pubblicazioni dell’Osservatorio Neologico della Lingua Italiana); dall’altro, in parte, attraverso il  sito   http://www.iliesi.cnr.it/ONLI/BD.php

Fonti:

Giovanni Adamo Valeria Della Valle, Osservatorio neologico della lingua italiana.

Vocabolario Treccani neologismi . Parole nuove dai giornali. Roma 2008

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Tra i neologismi consultati nella banca dati  ONLI che mi hanno incuriosito ad una prima veloce ricerca: cognitariato, dibbbattito ( da notare con tre b!), neuroarchitetto, nomodotto, pacifinto,pixellato, stellato, tristellato.

A quanti conoscono poco la lingua italiana potrebbe venire il dubbio che” un cielo stellatosia” un cielo segnalato  con una o più stelle su una guida gastronomica”, ma la logica poi interverrebbe in aiuto.

N.4 Neologismi olandesi del XVI secolo di Stevin, matematico eclettico

22 Ottobre 2012 Nessun commento

Simon Stevin  (1548-1620 ), fiammingo di cultura enciclopedica, aveva  molteplici interessi (algebra, geometria,meccanica) fu matematico, contabile, ingegnere, docente all’università di Leida, scienziato.

Sostenne la necessità di arricchire la lingua olandese, identificatrice di una coscienza nazionale che emergeva nel Rinascimento: una lingua scientifica nuova,comprensibile da tutti i connazionali, in sostituzione del latino,  usato nella cultura e nella scienza,  conosciuto  da pochi.

Creò e diffuse una terminologia scientifica olandese, usando parole preesistenti o coniandone di nuove, combinando termini della lingua comune, tradotti dal latino e dal greco.

Sostenne che gli uomini primitivi avevano  una conoscenza istintiva dell’essenza delle cose, poi andata perduta insieme  all’enorme confusione delle lingue.

Questa sua lingua, il duytsch, era , quindi, un’evoluzione di quell’unica lingua “oertaal“, usata dagli antenati, costituita da elementi semplici, monosillabici, corrispondenti ognuno ad un concetto .

Fonte:

Inter@lia settembre 2002-C.Cona

http://europa.eu.int/comm/translation/reading/periodicals/interalia/index_it.htm

http://ec.europa.eu/translation/italian/magazine/documents/issue22_it.pdf