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N. 32 Linguaggio della moda. Prêt-à- porter

27 Marzo 2013 13 commenti

Prêt-à-porter ( pronto per indossare ) è un termine entrato nel vocabolario della moda alla fine degli Anni 40, quando i Francesi l’usarono per tradurre il termine americano ready-to-wear .

Il linguaggio della moda subiva il processo di americanizzazione che stava, allora, investendo l’Europa.

Negli Anni 30 l’America fu la nazione su cui maggiormente incisero le conseguenze della crisi del 1929 e che adottò misure severe contro le importazioni. Tra i prodotti più colpiti dagli aggravi daziari i pizzi di Calais, su cui fu applicato un dazio del 300%, i cappelli, i ricami, il tulle e i lamè francesi, oltre naturalmente alla seta, alla pelletteria e ai capi di abbigliamento in lana.

A seguito dell’introduzione dello Smoot-Hawley Tariff Act , le esportazioni francesi negli U.S.A. si ridussero sensibilmente. Dopo un decennio di rapporti commerciali intralciati dal protezionismo, nel 1940 gli eventi politici europei segnarono l’avvio di un periodo di valorizzazione delle risorse creative autoctone americane e dall’ autonomia dai modelli di eleganza di Parigi.

La moda, originariamente intesa come accessorio di uno stile di vita tipicamente femminile, assunse pian piano nel 900 una connotazione culturale molto più ampia.

Diventò una caratteristica della storia del costume ed un simbolo autorevole nelle nuove tecniche di comunicazione di massa.

Il Made in Italy si propose anche come riflessione sulle origini della moda.

Creare moda significò esprimere un mondo interiore, ove modelli culturali, valori e tradizioni si manifestano mediante un dialogo non verbale.

Segue in Continuazioni http://ideabrillante.blog.tiscali.it/continuazioni/?doing_wp_cron

 Fonte: Ministero per i beni e le attività culturali, Direz.gener. per gli archivi, Sistema archivistico nazionale, http://www.moda.san.beniculturali.it/wordpress/?percorsi=pret-a-porter