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N.46 Il ladino e le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO

15 Agosto 2013 2 commenti

La lingua ladina, ancor oggi parlata  in Trentino- Alto Adige, nelle valli della Ladinia dolomitica (val di Fassa, val Gardena, val Badia, Marebbe, Livinallongo, Cortina d’Ampezzo ), è una lingua romanza (v.post n.2) derivata da una trasformazione della lingua latina dei militari e mercanti romani, che unirono all’Impero Romano la Rezia, il Tirolo d’oggi (nel 15 a.C. Tiberio e Druso, figliastri di Augusto, si spingeranno fino al lago di Costanza e al Brennero).

Nel 550 d.C., dopo il crollo dell’Impero Romano, con l’arrivo dei Bavari, prevarrà la lingua germanica su quella derivata dalla colonizzazione romana, ma la lingua retoromanica ladina resisterà come minoranza linguistica delle Dolomiti fino ai nostri giorni.

Il ladino conserva tracce del lessico prelatino, dei dialetti tirolesi e alto italiani. Il ladino dolomitico (o ladino centrale) è la parte centrale di un sistema linguistico più vasto che comprende la zona del Canton Grigioni (Svizzera) ove si parla il romancio (o ladino occidentale) e la regione Friuli, con il friulano (o ladino orientale).

A Vigo di Fassa ha sede l’Istituto Culturale Ladino, dotato di una ricca biblioteca che tutela la cultura e  le tradizioni della valle.I Ladini sono il terzo gruppo linguistico della regione Trentino-Alto Adige, accanto al gruppo tedesco ed a quello italiano.

L’Italia è entrata a far parte dellUNESCO, nata nel 1945, nel 1948 e ha il maggior numero di beni inseriti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità, 49 siti tra culturali e naturali. 195 Stati fanno parte di quest’Agenzia dell’ONU.

Nel giugno 2009, 9 zone delle Dolomiti sono diventate patrimonio mondiale dell’Unesco: 1.Pelmo e Croda da lago, nella provincia di Belluno; 2.La Marmolada, tra la val di Fassa (TN) e la valle del Cordevole (BL); 3.LePale di S.Martino e le Dolomiti bellunesi; 4.Le Dolomiti friulane e d’oltre Piave; 5.le Dolomiti settentrionali tra BL e BZ; 6.In Alto Adige, Puez- Odle; 7. Lo Sciliar- Catinaccio, Latemar, tra BZ e TN; 8.Il Rio delle Foglie, a sud di BZ; 9.Le Dolomiti del Brenta. 

Le foto sono tratte dal sito www.dolomitiunesco.it.

Fonti: Beatrice Calamari “Fiemme e Fassa” Publinord (TN); Aldo Gorfer “Le valli del Trentino” , 1975, Manfrini Arti Grafiche Vallagarina ; www.istladin.net  ; www.dolomitiunesco.it ; http://www.unesco.it/cni/index.php/archivio-news/62-nuovi-stiti-nel-patrimonio-unesco

N.2 Plurilinguismo: ogni anno il 26 settembre. Consiglio Europa

20 Ottobre 2012 Nessun commento

Ogni anno il 26 settembre è la giornata europea delle lingue per incoraggiare il ‘plurilinguismo’, come statuito dal Consiglio d’Europa.
Sul nostro pianeta ci sono 6.000.000.000 di persone che parlano tra 6. 000 e 7. 000 lingue diverse.
Le lingue differiscono l’una dall’altra nei suoni, grammatica, vocabolario e nei  modelli del discorso. Tutte le lingue sono realtà altamente complesse.
L’inglese, per esempio, ha preso in prestito durante i secoli  alcune parole da più di 350 lingue. Le lingue europee stanno prendendo in prestito molte parole dall’inglese.
La maggior parte delle lingue europee possono essere raggruppate, per le origini comuni, in un unico gruppo: la grande famiglia linguistica indo – europea.
Le famiglie linguistiche in Europa più parlate raggruppano le lingue germaniche, le lingue romanze e le lingue slave.
La famiglia delle lingue romanze ha come membri il rumeno, l’italiano, il corsico, lo spagnolo, il portoghese, il catalano, l’occitano, il francese, il romancio, il ladino (v.post n.46) ed il sardo.
La famiglia afro – asiatica comprende il maltese, l’ebraico e il berbero che usano un piccolo numero di caratteri alfabetici.
La maggior parte delle lingue usa l’alfabeto romano (o latino).
Le cinque lingue che si parlano di più in Europa, secondo il numero dei persone di madre lingua, sono il russo, il tedesco, l’inglese, il francese e l’italiano.
Alcuni esperti del settore hanno stimato che durante questo secolo almeno la metà delle lingue del mondo, e forse di più, moriranno. Tutte le tracce di una lingua possono sparire nell’arco di due generazioni quando i bambini non crescono a contatto con essa.

Fonte: http://edl.ecml.at/Home/Thecelebrationoflinguisticdiversity/tabid/2972/language/it-IT/Default.aspx