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N.79 Vieusseux crea una biblioteca ottocentesca moderna

2 Ottobre 2014 Nessun commento

Giovan Pietro Vieusseux , (1799-1863), ligure di Oneglia, figlio di un commerciante ginevrino di olio e grano, ricoprì cariche politiche. A seguito di un lungo viaggio in Nord Europa e in Russia, dal 1814 al 1817  decise di dedicarsi al commercio del libro, a carattere imprenditoriale, ma anche per  favorire lo sviluppo del Paese.

Il 25 gennaio 1820 V. aprì a Firenze un punto di ritrovo, definito “stabilimento”, per fornire servizi per il pubblico: tre sale per la lettura e una per la conversazione, giochi come gli scacchi e la dama, un servizio di ristoro dal  vicino caffè,  apertura dalle ore 8 di mattina alle 22,  distribuzione, su abbonamento, dei volumi in lettura dalle ore 9 alle 17. Erano disponibili i migliori periodici internazionali, una biblioteca consultativa dei libri ed una circolante per il prestito dei volumi che trattavano d’educazione popolare, letteratura, scienza, agricoltura, viaggi, in quanto Vieusseux voleva favorire il progresso culturale e sociale del pubblico. Nel 1840 i volumi posseduti erano 20.000, i giornali 140 scientifici e letterari.

Oltre al gabinetto di lettura, V. ideò un’impresa editoriale, fondando nel 1821  la rivista «Antologia», che riprodusse articoli dei periodici europei più importanti e, fino alla sua chiusura da parte della censura nel 1832, vari “pezzi” di giornalisti professionisti, come Niccolò Tommaseo.

Il Gabinetto fiorentino divenne nell’Ottocento il riferimento fondamentale per gli intellettuali, gli imprenditori italiani e stranieri tra i quali, tra i tanti,  Arthur Schopenhauer, Alessandro Manzoni, Giacomo Leopardi.