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N. 51 G. Natta: l’inventore della plastica, Nobel in chimica

21 Ottobre 2013 Nessun commento

Giulio Natta nacque nel 1903 a Porto Maurizio (Imperia).

Dopo la laurea in ingegneria chimica nel 1924, proseguì gli studi sulle macromolecole. Negli Anni 20 ideò un processo di sintesi del metanolo che, con lo stabilimento Montecatini di Merano (1931), iniziò la ricerca sui polimeri a struttura cristallina.

Costituì un centro di ricerca di livello internazionale. Con la produzione di questi polimeri sorse un intero nuovo comparto industriale. Fu originale, con intuito eccezionale ed ampia preparazione scientifica. Seppe cogliere, nei risultati ottenuti da altri, aspetti importanti, che a costoro erano sfuggiti, individuando nuove applicazioni. Ebbe grande rigore scientifico.

Al suo primo brevetto industriale del 1927 seguirono oltre 4.000 brevetti tra 1927 e 1974.Prima della scoperta di Natta i polimeri stereoregolari si trovavano soltanto in natura (per es. gomma naturale, amido, cellulosa, proteine). In relazione al differente tipo di regolarità sterica derivano rilevanti differenze che si riscontrano, ad es., tra il cotone e l’amido, polimeri del glucosio. Allo stato solido le macromolecole stereoregolari possono cristallizzare, dando luogo ad una conformazione elicoidale. Qui Natta operò, lavorando su polimeri isotattici sintetici, scoprì dei catalizzatori e, grazie ai suoi studi, iniziò l’era della plastica.

Nel 1963, con K. Ziegler, ricevette il Premio Nobel per la chimica per la realizzazione del polipropilene isotattico e del polietilene ad alta densità, poi messi in commercio col nome di Moplen e Meraklon. Negli Anni 40 e 50, a seguito delle applicazioni pratiche delle sue ricerche, fu possibile durante l’ultima guerra mondiale, produrre gomma sintetica anche in Italia. Innumerevoli furono i contributi portati da lui nei diversi campi della chimica organica industriale. Morì a Bergamo nel 1979. 

Fonti: Treccani, Dizionario biografico degli italiani;  www.raistoria.rai.it/articoli/

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La ricerca scientifica, con adeguati finanziamenti, dovrebbe continuare sull’esempio di Giulio Natta.