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N.24 Alla scoperta delle parole: sciacchetrà, una perla di vino

16 Gennaio 2013 2 commenti

Le donne di Riomaggiore viste da Telemaco Signorini 1864

La parola sciacchetrà incuriosisce in quanto poco comune.

Circa l’origine del nome singolare di questo vino delle Cinque Terre,  alcuni pensano provenga dalla  denominazione data alle Cinque Terre, Sciacchetrà, e poi al vino qui prodotto, dalla babele di lingue,  usate all’epoca  in cui  i  pirati saraceni  infestavano le coste italiane, frammisti a libici e marocchini, quando Genova e Pisa non riuscirono più ad  opporsi alle  loro incursioni.

La fama dello sciacchetrà giunse a Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio,  Eugenio Montale.

Da qui i vigneti illuminati dall’occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco si  affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia, ovunque celebrati per il dolce vino…”      (Francesco Petrarca, 1304-1374);

“…quel fiero sciacchetrà che si pigia nelle cinque pampinose terre…”(Gabriele  D’Annunzio, 1863-1938)  ;

“…il tipo classico, bevuto sul posto, autentico, al cento per cento, supera di gran lunga  quel farmaceutico vino di Porto…”(Eugenio Montale, 1896-1981).

Nell’enciclopedia Treccani, invece,  il termine è indicato come formato dalle parole liguri sciacca e tra’, «schiaccia e tira via»,  riferite alla rapida separazione del mosto dalle vinacce, subito dopo la pigiatura.

Sulla costa  in Liguria, da La Spezia  a Portovenere, per chi si sposta da Est ad Ovest  sorgono cinque paesini : Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso,  costituiti da grappoli di case arroccate sul ripido pendio delle Alpi Apuane. I vitigni coltivati per produrre vino sono del genere Albarola, Vermentino e di un tipo che  i locali chiamano “Bosco”, non meglio identificato. Danno due tipi di vino: il bianco Cinque Terre, più comune, secco, aromatico, da pesce, e  lo sciacchetrà, ottenuto da una certa uva  fatta passire su lastre di lavagna al sole: più di  cento chili di uva passita per dare qualche litro di vino.

Lo sciacchetrà è vino raro che si vende in boccette da 375 centilitri. Da giovane si  presenta dorato, mentre dopo qualche anno diventa bruno. È vino da dessert, da sorseggiare in  minuscoli bicchieri di vetro.

Fonti:

http://www.treccani.it/vocabolario/sciacchetra/, http://www.cinqueterre-campogrande.com/campogrande/vino_dei_poeti.html

Leggendario sciacchetrà, Emo Tana, Accademico di Firenze, Civiltà della tavola, Accademia italiana della cucina 2005, pag.68 http://www.accademiaitalianacucina.it/articoli/161_68.pdf

L’immagine di destra riproduce il dipinto di Telemaco Signorini (1835-1901) Riomaggiore. L’autore del blog è disponibile a rimuovere l’immagine, se lesiva di diritti d’autore.