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N.106 Cambiavalute e mercanti-banchieri

23 Maggio 2016 Commenti chiusi

La prima professione nel settore commerciale-finanziario fu quella del campsor o cambiavalute, che agevolava i pagamenti e che, tramite lettere di cambio (cambiali tratte), finanziava il commercio internazionale.

Dopo il Duecento sorsero, poi,  i mercanti- banchieri, a capo di Compagnie bancarie private, che finanziavano i prestiti ed i commerci internazionali ( in Toscana i Peruzzi, i Bardi, i Medici ).

Tra il Quattrocento ed il Cinquecento sorsero i banchi di prestito pubblico per sostenere le spese finanziarie per le guerre ( Monte dei Paschi di Siena, di S.Spirito a Napoli, di S.Ambrogio a Milano, di S.Giorgio a Genova). I banchi pubblici rilasciavano, a chi depositava presso di loro monete metalliche, ricevute , chiamate fedi di deposito o di credito, moneta di banco, moneta che sostituiva nei pagamenti le monete metalliche. Il valore della moneta di banco era rappresentato dal diritto di convertibilità in monete di un determinato peso, valore certificato dalla banca pubblica.

Nel  1600, quando i metalli diminuirono, nacque il biglietto di banca , emesso dalla banca di circolazione, poi definita banca di emissione.

Questa banca,  oltre ad operare sul mercato, emetteva, a fronte dei depositi  ricevuti e dei prestiti concessi, una quantità molto maggiore di biglietti rispetto alla riserva metallica, presente nelle proprie casse.

Il biglietto di banca era a taglio fisso e al portatore: quando veniva dato in pagamento non necessitava di apposizione di firma per la girata, non sostituiva la moneta metallica, ma era  moneta aggiuntiva. La  banca emittente garantiva la convertibilità dei biglietti in moneta metallica.