Archivio

Post Taggati ‘Collodi’

N.104 Carlo Collodi, toscano e Giovanni Pascoli, romagnolo

6 Aprile 2016 Commenti chiusi

Carlo (1826-1890 )fu il primo di dieci fratelli e Giovanni  (1855-1912), quarto di dieci fratelli.

Entrambi vissuti nel XIX secolo in due regioni dell’Italia centrale, da due famiglie di umili origini. 

Collodi collaborò ai giornali l’Italia musicale,  Il Lampione, satirico politico, Scaramuccia, satirico-teatrale.Nel 1856 scrisse Un romanzo in vapore, Il viaggio per l’ Italia di Giannettino, nel 1876 il primo volume I racconti delle fate,in cui tradusse fiabe francesi di Charles Pérrault. Le avventure di Pinocchio venne  dal  1881, pubblicato a puntate, come “Storia di un burattino” sul “Giornale per bambini” e, nel 1883, venne pubblicato in un libro che ebbe un enorme successo in tutto il mondo. 

Pascoli discepolo di Giosuè Carducci, diventò, dopo alterne vicende familiari (il tragico assassinio del padre) e personali (fu un irrequieto giovane socialista)  professore di Lettere, di latino e greco e  successe al Carducci, nel 1905, nella cattedra di Letteratura italiana all’Università di Bologna. Innovò nella metrica e nelle tematiche della poesia. Poeta, critico letterario in antologie latine (Lyra, 1895; Epos, 1897) e italiane (Sul limitare, 1899; Fior da fiore, 1901). Creò raccolte di poesie Canti di Castelvecchio, Myricae nel 1891 e di prose: Miei pensieri di varia umanità (1903, Patria e umanità (1914); Antico sempre nuovo. Scritti vari di argomento latino .

V.Post n.72

N.72 Collodi, scrittore per infanzia: il toscano che inventò Pinocchio

14 Giugno 2014 Commenti chiusi

Carlo Lorenzini (1826- 1890) adottò il cognome Collodi, in riferimento al paese natale della mamma Angelina Orzali, maestra, cameriera presso la nobile famiglia toscana dei Conti Garzoni Venturi, moglie di Domenico Lorenzini, cuoco presso i Conti Ginori.

Carlo, primogenito di dieci figli, di carattere vivace, iniziò gli studi ecclesiastici presso istituti religiosi.Quando il fratello Paolo diventò dirigente della Manifattura Ginori, divenne impiegato e giornalista.

Nel 1848 e nel 1859 partecipò come volontario alla 1a e 2a guerra d’indipendenza.

Collaborò a diversi giornali: dall’Italia musicale al giornale satirico-politico Il Lampione, a Scaramuccia, satirico-teatrale.

Nel 1856 scrisse Un romanzo in vapore ed usò per la prima volta lo pseudonimo di Collodi. Scrisse poi Il viaggio per l’ Italia di Giannettino, ricco di humour.Nel 1876 il primo volume dedicato all’infanzia I racconti delle fate, in cui tradusse fiabe francesi di Charles Pérrault.

Dopo qualche dramma e romanzo teatrale creò testi scolastici per l’infanzia.

Le avventure di Pinocchio venne inizialmente, dal 7 luglio 1881, pubblicato a puntate, come “Storia di un burattino” sul “Giornale per bambini” e, nel 1883, venne pubblicato interamente in un libro.

Ottenne un successo che lo stesso autore non potè apprezzare, in quanto morì nel 1890 a Firenze. Collodi venne seppellito nel cimitero fiorentino di San Miniato al Monte.

Le avventure di Pinocchio è stato tradotto in 260 lingue e dialetti, pubblicato in 187 edizioni

V.Post N.71 Pérrault, Basile

V.Post N.34 nella parte su Cartoon Movie e Pinocchio di D’Alò

N.71 Charles Pérrault e Giambattista Basile

12 Giugno 2014 Nessun commento

Accademico e uomo di lettere, Charles Pérrault (1628-1703) fu il capostipite della tradizione del Cabinet des Fées, nelle Corti settecentesche.

 Il libretto di undici fiabe, intitolato “I racconti di mamma Oca“, pubblicato nel 1697 (quando Pérrault aveva 69 anni) è l’opera più conosciuta del celebre scrittore francese. Les Contes de ma mère l’Oie raggruppano: Barbablu, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Enrichetto dal ciuffo, Griselda, I desideri inutili, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata nel bosco, Le fate, Pelle d’Asino, Puccettino.

Questa raccolta di racconti di origine popolare di Pérrault ha in sé valori del patrimonio culturale di ogni popolo ed è stata apprezzata in molti Paesi, nel corso dei secoli.

In Italia queste fiabe furono rese famose da Carlo Lorenzini, in arte, Collodi (1826-1890).

 

Giambattista Basile ( 1566-1632)

Fu il novelliere, autore de Lo cunto de li cunti   o Pentamerone   (1634-36), scritto in dialetto napoletano, pubblicato dopo la sua morte.

In 5 giornate,  vengono narrate, attorno ad un racconto centrale, altre 49 novelle .

In precedenza, quasi tre secoli prima, nel Decamerone di Giovanni Boccaccio (1313-1375) del 1348-53,  100 novelle, in 10 giorni ,vennero narrate da 7  uomini e  3 donne,  ritiratisi in una villa per sfuggire alla peste di Firenze del 1348. Fino al XVI secolo al Decamerone si rifecero molti altri autori.

A Lo cunto s’ ispireranno Pérrault, i fratelli Grimm (1785-1863; 1786-1859) e Johann Ludwig Tieck (1773-1853)   .

 

V. Post N.59 sui Fratelli Grimm