Archivio

Post Taggati ‘biogas’

N.95 Biomassa

13 Giugno 2015 Commenti chiusi

 Le centrali a biomasse sono  1) a biomasse solide (legno, paglia, ecc.),   con forno di combustione della biomassa solida, caldaia che alimenta una turbina a vapore e un generatore. b) a biomasse liquide (oli  palma, girasole, soia.) alimentate da biomasse liquide, costituite da motori con generatori . c) a biogas ottenuto da digestione anaerobica (utilizzando letame, residui organici, mais o altro).

Le centrali a biomasse funzionano per combustione: a temperature che superano gli 800°C trasformano la materia delle biomasse (solide o liquide) in energia sotto forma di calore, che alimenta una caldaia che può fornire riscaldamento  o produrre il vapore necessario per azionare una turbina e produrre energia elettrica. 

Le centrali a biogas si basano su di un processo di fermentazione-digestione-metanizzazione: trasformano la materia attraverso la “digestione anaerobica” che, in assenza d’aria e per mezzo di batteri che si nutrono della sostanza organica, producono gas/metano e digestato (un rifiuto).  Il gas che proviene dalle vasche di fermentazione viene immesso in centrali a gas, con motori con potenza solitamente inferiore a 1MW elettrico, dove per mezzo della combustione produce energia elettrica e calore

V. Post n.90

N.90 Biogas e biometano nel nostro futuro

1 Marzo 2015 Commenti chiusi

Circa il 30% dei rifiuti organici è costituito da scarti alimentari e da frazione verde  (potature, sfalci ) che possono essere  riciclati in  impianti per ottenere compost, materiale organico per integrare le caratteristiche del suolo .

Non tutti i rifiuti, però, possono essere riciclati.

La termovalorizzazione, preferibile all’utilizzo delle discariche, è la fase conclusiva per l’ impiego di materiali non riciclabili e serve per produrre energia, risparmiando su altri combustibili.

Nei termovalorizzatori i rifiuti vengono bruciati ad alta temperatura, producendo calore, trasformabile in energia elettrica o termica.

Le normative europea e nazionale prevedono che lo smaltimento in discarica sia residuale nella gestione dei rifiuti. Le discariche immettono nel suolo sostanze pericolose, le sostanze putrescibili causano odori sgradevoli che, inoltre, liberano in atmosfera il biogas, una miscela di gas, tra cui principalmente il metano, prodotti dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno.

Il biogas, se non  viene intercettato adeguatamente,  costituisce, con l’anidride carbonica, una concausa dell’aumento dell’effetto serra. Impiegando, però, sostanze organiche (biomasse)ottenute da deiezioni di animali, scarti agro-industriali, di macellazione, da fanghi di depurazione, dai residui di colture, tipo il mais, si produce biogas “utile”.

L’Italia, con oltre 1300 impianti di aziende agricole associate, è il terzo produttore al mondo di biogas (dietro alla Germania ed alla Cina). Il biogas, se bruciato in cogeneratori, crea energia elettrica (il 10% dell’ energia elettrica italiana da fonti rinnovabili viene dal biogas) o, se bruciato in caldaia direttamente, genera energia termica. Dal biogas si può ottenere biometano, un biocarburante avanzato usabile come il metano, anche per i trasporti elettrici e come semilavorato per le industrie chimiche verdi.Nel 2020 nella UE gli Stati dovranno raggiungere infatti almeno il 10% di energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

V.Post n. 95