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N.71 Charles Pérrault e Giambattista Basile

12 Giugno 2014 Nessun commento

Accademico e uomo di lettere, Charles Pérrault (1628-1703) fu il capostipite della tradizione del Cabinet des Fées, nelle Corti settecentesche.

 Il libretto di undici fiabe, intitolato “I racconti di mamma Oca“, pubblicato nel 1697 (quando Pérrault aveva 69 anni) è l’opera più conosciuta del celebre scrittore francese. Les Contes de ma mère l’Oie raggruppano: Barbablu, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Enrichetto dal ciuffo, Griselda, I desideri inutili, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata nel bosco, Le fate, Pelle d’Asino, Puccettino.

Questa raccolta di racconti di origine popolare di Pérrault ha in sé valori del patrimonio culturale di ogni popolo ed è stata apprezzata in molti Paesi, nel corso dei secoli.

In Italia queste fiabe furono rese famose da Carlo Lorenzini, in arte, Collodi (1826-1890).

 

Giambattista Basile ( 1566-1632)

Fu il novelliere, autore de Lo cunto de li cunti   o Pentamerone   (1634-36), scritto in dialetto napoletano, pubblicato dopo la sua morte.

In 5 giornate,  vengono narrate, attorno ad un racconto centrale, altre 49 novelle .

In precedenza, quasi tre secoli prima, nel Decamerone di Giovanni Boccaccio (1313-1375) del 1348-53,  100 novelle, in 10 giorni ,vennero narrate da 7  uomini e  3 donne,  ritiratisi in una villa per sfuggire alla peste di Firenze del 1348. Fino al XVI secolo al Decamerone si rifecero molti altri autori.

A Lo cunto s’ ispireranno Pérrault, i fratelli Grimm (1785-1863; 1786-1859) e Johann Ludwig Tieck (1773-1853)   .

 

V. Post N.59 sui Fratelli Grimm

 

N.59 Dal racconto a voce alla fiaba scritta dei fratelli Grimm

2 Febbraio 2014 Commenti chiusi

 Jacob e Wilhelm Grimm  (1785-1863) (1786-1859) non furono autori di favole inedite, le annotarono, come cronisti, mentre le ascoltavano da altri. Le fiabe furono raccolte dai fratelli Grimm.

 Nel 2005 l’UNESCO ha posto la  loro raccolta di fiabe nel Registro della Memoria del Mondo http://unesco.de/mow.html?&L=2

Le favole dei fratelli Grimm sono  esempi di narrativa popolare di diversi autori.Poi, quando, agli inizi del XIX secolo, venne meno la tradizione orale, i Grimm decisero di scrivere queste favole di autori diversi da loro .

Iniziarono a raccogliere le fiabe, che le persone, di solito donne, raccontavano. Marie Hassenpflug, colta e di buona famiglia, Dorothea Viehmann, furono due narratrici. Da piccola Dorothea Viehmann aveva ascoltato nell’osteria di suo padre, le storie raccontate dai viaggiatori. Nel quadro I fratelli Grimm dalla narratrice di fiabe, di Louis Katzenstein (1822-1907) della fine del XIX secolo, Jacob e Wilhelm Grimm sono ritratti come cronisti in ascolto di Dorothea Viehmann. Uno dei due fratelli Grimm più sullo sfondo, trascrive su un libro la fiaba che viene raccontata.

Cenerentola è una fiaba probabilmente proveniente dalla Cina o, secondo altri, dall’antico Egitto, narrata in innumerevoli versioni, in vari stati del mondo.

In Occidente le versioni più note sono quella di Charles Pérrault (1628-1703)(che trascrisse una fiaba di Giambattista Basile, 1566-1632) e quella dei fratelli Grimm. L’omonimo film Cenerentola di Walt Disney , del 1950, è una versione del XX secolo. 

V.Post N.71 su Pérrault e Basile

Fonti: Sabria David, La fiaba vive. La nascita di opere aperte, dalla narrativa popolare a Wikipedia

http://www.slow-media.net/sabria-david  ;    Goethe Institut Italien  2013  www.goethe.de

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Mi sorge spontaneo riflettere sull’epoca in cui vissero i Grimm, la fine del 700. Quando i due fratelli  erano ancora adolescenti in Italia, a Recanati, nasceva il geniale poeta e scrittore Giacomo Leopardi  (1798-1937).

 

 

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