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Archivio per la categoria ‘Scienza’

N.120 Gps e cartografia

12 Settembre 2017 Commenti chiusi

Il GPS (Global Positioning System) , sistema elettronico  di posizionamento globale, nato x scopi militari, permette di conoscere la propria posizione con una precisione di una decina di metri.

Attraverso una rete di satelliti in orbita, fornisce ad un ricevitore informazioni sulle sue coordinate geografiche, la sua altezza rispetto al livello medio del mare, purché vi sia un contatto privo di ostacoli con almeno 4 satelliti.

Ogni satellite contiene un orologio che, ad intervalli prefissati, invia segnali digitali tra cui  la posizione orbitale e l’orario d’invio.

Il ricevitore  ( la persona che riceve i segnali con un GPS )  calcola il tempo che il segnale partito da un satellite impiega per raggiungerlo e ripete questo calcolo per ogni satellite che riesce a ricevere e con cui comunica.

Essendo nota la velocità del segnale (v) e avendo calcolato il tempo (t), la distanza (b) si ottiene con la formula:b= v x t

Chi riceve determina la propria posizione nello spazio  applicando regole trigonometriche.

 

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N.114 La vitamina D

1 Aprile 2017 Commenti chiusi

La vitamina D mantiene normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue, aiutando il calcio a fissarsi nelle ossa conservandole sane, evitando l’insorgenza di osteoporosi.

La vitamina D trasforma anche il triptofano in serotonina: costituisce, quindi, un antidepressivo  naturale,  senza effetti collaterali.

Sembra influenzi, poi, contrastandole,  lo sviluppo di malattie autoimmuni,  di tumori al colon-retto, polmoni, prostata, sistema linfatico, seno.

Sembra  sia utile nel diabete di tipo 1, nell’ipertensione, nella sclerosi multipla, nel disturbo affettivo stagionale, nell’ipotiroidismo.

N.110 Endoterapia

20 Ottobre 2016 Commenti chiusi

Gli alberi sofferenti per squilibri nutrizionali, inquinamento, stress ambientali,  per danni causati da insetti o  da potature errate possono essere trattati da esperti, in possesso di patentino fitosanitario. Le epoche di intervento variano, ma le operazioni, con uso di prodotti autorizzati x uso endoterapico, devono essere eseguite dopo la fioritura, per non causare danni alle api ed agli insetti utili. La tempestività  d ‘azione,  la resistenza  e diffusione dell’insetto, le caratteristiche della  malattia e lo stato vegetativo della pianta sono parametri  utili per il buon esito dei trattamenti.

L’ endoterapia non è possibile sulle piante da frutto di qualsiasi varietà.

E’ sufficiente agire  una  volta all’anno, con un controllo completo dai 1 ai 3 anni, a seconda dello stato vegetativo-fisiologico della pianta e dell’ambiente.

N.105 Ada Negri e Maria Montessori, nate nel 1870

9 Maggio 2016 Commenti chiusi

Nate nello stesso anno il 1870 , Ada (1870-1945),  lombarda di Lodi,  poetessa e scrittrice, fu l’ unica donna ammessa all’Accademia d’Italia.

Maria, (1870-1952) marchigiana di Chiaravalle (An), laureata in medicina fu pedagogista e scienziata. Inventò un metodo scientifico e didattico per i bambini handicappati, ma anche estensibile a tutti i bambini, in cui la scuola si adatta agli alunni e l’insegnante assiste e non insegna. I bimbi usano il materiale didattico con spontaneità.

Fondò la prima “Casa dei Bambini” nel 1907 a San Lorenzo in Roma, fece battaglie femministe anche in Europa ( Spagna, Gran Bretagna, Olanda) ove viaggiò e visse anche in India.

V. Versi d’autrice da riscoprire    Post del 12 dicembre 2015

N.103 Galileo, Leopardi,Calvino

1 Marzo 2016 Commenti chiusi

Galileo Galilei (1564-1642) fu un originale scienziato, perfezionatore del cannocchiale, con la passione per lo studio della natura, superò i dogmi della Chiesa, le idee rinascimentali e fondò una nuova scienza. Fu anche scrittore.Nei suoi testi  non usò il latino dei trattati scientifici,ma il volgare. Con lui nacque una prosa scientifica chiara, nitida. Fu un esempio di prosa della civiltà barocca. Sue opere: Il saggiatore ( 1623), Il dialogo sopra i due massimi sistemi (1632).  

Anche Giacomo Leopardi (o per essere precisi Giacomo, Talegardo, Francesco, Salesio, Saverio, Pietro Leopardi, poiché il famoso letterato marchigiano di fine 700 aveva ben sei nomi di battesimo) lesse fin da piccolo, seguendo le indicazioni del padre, Conte Monaldo Leopardi, un’infinità di testi, studiando nella ricca libreria di casa. Tra i suoi autori preferiti Leopardi cita nelle Operette morali Galileo Galilei che avrebbe potuto, in base all’innata disposizione del suo ingegno, esser sommo poeta, mentre Dante sommo filosofo.

Italo Calvino (1923 – 1985) in Lezioni Americane, afferma che le lettere dell’alfabeto sono atomi in movimento che creano parole, ma anche suoni e che questa concezione fu propria anche di altri pensatori, tra cui Galileo Galilei per il quale l’alfabeto era una combinazione di unità minime, strumento necessario per comunicare.

 

N.96 I batteri

25 Giugno 2015 Commenti chiusi

Il termine battèrio   deriva dal greco βακτήριον, «bastoncino».

I batteri sono microrganismi unicellulari di natura vegetale di varie forme, anche strette e lunghe, sottili come bastoncini. Possono far sorgere malattie (p.es. la zecca infestata da un batterio lo rilascia nell’uomo o in un animale, facendo sorgere in essi  la malattia di Lyme o borreliosi), compiono la degradazione delle spoglie di animali e  piante, contribuiscono al ciclo naturale dell’azoto, del carbonio, del ferro, dell’idrogeno, dell’ossigeno, dello zolfo, producono gli antibiotici,  fanno fermentare  latte, orzo, vino

La flora batterica intestinale ricomprende  circa 500 specie diverse di batteri “ simbionti”, che  vivono, cioè, insieme agli uomini in reciproco beneficio, riproducendosi liberamente nell’ intestino umano, e che anche svolgono funzioni essenziali per il nostro benessere, come il supporto alla digestione nella fase di assorbimento dei nutrienti, la difesa da altri microrganismi potenzialmente nocivi che penetrano nel nostro corpo attraverso gli alimenti che mangiamo .

N.92 Dagli stracci al foglio di carta: le cartiere scaligere e Fabriano

11 Aprile 2015 Commenti chiusi

La carta in Italia nasce a Fabriano, nelle Marche, nel 1264.

   Il Gruppo Fedrigoni- Medioli di Verona, sorto nel settore industriale nel 1888, con 11 stabilimenti, di cui 9 in Italia,  produce 500 tipi di carta, tra cui quella per banconote, per la quale è leader mondiale.

  Nel  2002 Fedrigoni Medioli ha acquistato  dal Poligrafico e Zecca dello Stato, le Cartiere Miliani e lo storico marchio Fabriano.  

  La lavorazione, che dura 24 ore su 24, è innovativa: dalla triturazione di stracci all’ottenimento della pasta di cellulosa di eucalipto, dalla raffinazione alle tele di fabbricazione, alle presse, alla calandratura (che distende la carta in forma di fogli), fino all’essicazione.

N.90 Biogas e biometano nel nostro futuro

1 Marzo 2015 Commenti chiusi

Circa il 30% dei rifiuti organici è costituito da scarti alimentari e da frazione verde  (potature, sfalci ) che possono essere  riciclati in  impianti per ottenere compost, materiale organico per integrare le caratteristiche del suolo .

Non tutti i rifiuti, però, possono essere riciclati.

La termovalorizzazione, preferibile all’utilizzo delle discariche, è la fase conclusiva per l’ impiego di materiali non riciclabili e serve per produrre energia, risparmiando su altri combustibili.

Nei termovalorizzatori i rifiuti vengono bruciati ad alta temperatura, producendo calore, trasformabile in energia elettrica o termica.

Le normative europea e nazionale prevedono che lo smaltimento in discarica sia residuale nella gestione dei rifiuti. Le discariche immettono nel suolo sostanze pericolose, le sostanze putrescibili causano odori sgradevoli che, inoltre, liberano in atmosfera il biogas, una miscela di gas, tra cui principalmente il metano, prodotti dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno.

Il biogas, se non  viene intercettato adeguatamente,  costituisce, con l’anidride carbonica, una concausa dell’aumento dell’effetto serra. Impiegando, però, sostanze organiche (biomasse)ottenute da deiezioni di animali, scarti agro-industriali, di macellazione, da fanghi di depurazione, dai residui di colture, tipo il mais, si produce biogas “utile”.

L’Italia, con oltre 1300 impianti di aziende agricole associate, è il terzo produttore al mondo di biogas (dietro alla Germania ed alla Cina). Il biogas, se bruciato in cogeneratori, crea energia elettrica (il 10% dell’ energia elettrica italiana da fonti rinnovabili viene dal biogas) o, se bruciato in caldaia direttamente, genera energia termica. Dal biogas si può ottenere biometano, un biocarburante avanzato usabile come il metano, anche per i trasporti elettrici e come semilavorato per le industrie chimiche verdi.Nel 2020 nella UE gli Stati dovranno raggiungere infatti almeno il 10% di energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

V.Post n. 95

 

N. 89 La fibra d’arancia è riciclabile come isolante innovativo

21 Febbraio 2015 Commenti chiusi

La fibra d’arancia, un residuo della potatura di questo frutto, macinata e miscelata con polipropilene, migliora le prestazioni acustiche dell’intonaco del 150% secondo i ricercatori e scienziati dell’Università di Valencia e di Girona, in Spagna.

Due piastre in fibra d’arancia, unite ad uno strato d’isolante in lana di pecora, meccanicamente sono state testate e sono risultate più isolanti del cartongesso.

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V.post n.66 su Grafene, post  n.57 su Lana sucida usata come fertilizzante

N.81 Non tutti sanno che …. gli uomini illustri: A.Volta

3 Novembre 2014 Commenti chiusi

Alessandro Volta (Como 1745-1827), pur avendo iniziato a parlare a 7 anni e non avendo mai conseguito una laurea in fisica, tuttavia,  da autodidatta, studiò diverse lingue straniere, chimica , fisica  e scoprì alcune leggi come quella sulla dilatazione uniforme dell’aria, basandosi su un metodo scientifico sperimentale rigoroso. Osservava i fenomeni della natura con precisione, applicava la logica, effettuava continui esperimenti, viaggiava all’estero per confrontarsi con altri colleghi. Amava insegnare: dopo qualche incarico al ginnasio di Como,  divenne titolare della cattedra di Fisica sperimentale all’Università di Pavia. Dopo l’elettroforo perpetuo, l’aria infiammabile (metano), la pistola flogopneumatica, l’eudiometro per l’analisi del volume dei gas, la teoria sui conduttori elettrici, il condensatore, a 55 anni inventò la pila, generatrice di forza elettromotrice, che trasformava l’energia chimica in energia elettrica.         .          In poche parole : modesto, amabile di carattere, geniale studioso, fervente cattolico

                                                     Un suo detto:   niente s’asciuga più presto di una lacrima

N.73 Paola Castagnoli, immunologa della biomedicina italiana

3 Luglio 2014 Nessun commento

Paola Castagnoli è Professore Ordinario di Immunologia e Patologia Generale presso l’Università di Milano-Bicocca, ha pubblicato su riviste internazionali oltre 180 lavori , è stata postdoctoral fellow alla Stanford University, visiting scientist al MIT di Boston, fa parte dello Scientific Advisory Board del Max Plank Institute for Infectiology di Berlino.

Arrivò a Singapore nel 2007 per creare e dirigere un centro di ricerca, SIgN, Singapore Immunology Network, e un campus, Biopolis, in cui sono sorti 20 istituti di biomedicina e ingegneria, 10 istituti di ricerca in campo biomedicale e 10 istituti di ingegneria bioinformatica e scienza dei materiali .

A Biopolis  (πόλις in greco significa città, βίος significa vita: città della vita) lavorano circa 3.000 ricercatori, metà stranieri, di 26 lingue diverse, 27 ricercatori capi- laboratorio provengono da 15 Paesi, di cui 6 italiani. Sono nate varie partnership con Istituti di ricerca e università europee e italiane.

Qui si studia la risposta immunitaria alle malattie infettive ed infiammatorie sia nella popolazione asiatica, che in quella caucasica. Sono stati sottoscritti 12 accordi con grandi aziende farmaceutiche, soprattutto europee, in quanto per le aziende farmaceutiche, che hanno studiato l’effetto dei farmaci solo in Occidente, queste ricerche sono molto importanti per entrare nel mercato cinese.

Fonte: www.aspeninstitute.it

——-News  nelle Neuroscienze in Italia———–

Il 3 luglio 2014 è nato  il Centro di ricerche e formazione Neuro-Mi , che porrà in sinergia le diverse competenze nel campo della biotecnologia, medicina cellulare, molecolare, nanomedicina, per approfondire le conoscenze sul sistema nervoso e sulle funzioni cognitive.

Un collegamento utilissimo tra la ricerca e l’assistenza terapeutica.

Un grazie all’Università Bicocca di Milano, la stessa in cui la Prof.ssa Castagnoli è docente, ed un “ in bocca al lupo” per raggiungere traguardi importanti.

 

 

N.68 Scienze umane accanto a quelle tecniche

8 Maggio 2014 Commenti chiusi

E’ ancora attuale l’invito rivolto nel 2011, dal Prof. Vittorio Marchis non alle facoltà umanistiche delle Università italiane, che dovrebbero mantenersi (come negli Stati Uniti) destinate ad una minima parte della popolazione studentesca, bensì a quelle facoltà tecnico-scientifiche, dall’ingegneria alla fisica, dalla biologia alla chimica e alla matematica, perché escano dalla loro nicchia di pretesa autoreferenziale specializzazione e si confrontino con «l’altro e l’altrove».

     Da molti anni al Politecnico di Torino si è iniziato a proporre, ai giovani che iniziano gli studi di ingegneria, anche discipline delle scienze dell’uomo e della società, perché imparino a guardare al di fuori dei loro saperi professionali e  si pongano in relazione con le realtà che  rapidamente cambiano nella nostra società. 

Fonte: Vittorio Marchis, Professore Ordinario DIMEAS -Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di TO,                                                                                      Le scienze umane come chiave per l’innovazione Domenicale de Il Sole 24 Ore, 23 ottobre 2011; http://homopolitechnicus.blogspot.it/2011/11

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V.Post n.61 Cultura scientifica ed umanistica insieme

N.66 Una forma di carbonio: il grafene

19 Aprile 2014 Commenti chiusi

Gli studiosi dell’Università di Sassari e di Cagliari hanno, di recente, utilizzato alcune delle tante  proprietà di un  sensazionale nanomateriale il grafene, costituito da un solo strato di atomi di carbonio collocato su una struttura a nido d’ape, isolato per la prima volta in laboratorio nel 2004 da un pezzo di grafite, da Andre Geim e Konstantin Novoselov , professori dell’Università di Manchester, che ottennero il premio Nobel per la Fisica nel 2010.

Le caratteristiche del grafene sono: elasticità (sopporta deformazioni fino al 20 % della sua dimensione), trasparenza (non assorbe più del 2,3% della luce che lo colpisce), resistenza maggiore dell’acciaio (100 volte superiore ), alta  conducibilità elettrica  superiore a quella del rame (10 volte maggiore).

I ricercatori italiani hanno aggiunto il grafene ad un sottilissimo strato di ossido di titanio nano-poroso ed hanno  ottenuto una pellicola sottile e trasparente con proprietà fotocatalitica molto elevata, che permette, se applicata p.es. sul vetro, di autopulirsi,  utilizzando la luce del sole per eliminare lo sporco depositato.

In aeronautica potrebbe diventare un materiale per costruire velivoli più forti, ma anche più leggeri.

Potrebbe esser utile nelle tecnologie sostenibili, a basso impatto ambientale, aumentando l’efficienza delle celle organiche fotovoltaiche  e potrebbe, poi, incrementare l’efficacia delle batterie elettriche, al posto della grafite.

 

N. 61 Cultura scientifica e umanistica insieme

18 Febbraio 2014 Commenti chiusi

Bisogna avere una giusta considerazione del sapere generale, cambiando il modo di pensare: non esistono due culture diverse, scientifica e umanistica, non sovrapponibili, ognuna con un suo ambito di azione. Al contrario, occorre insegnare di più la scienza, ma insieme alla formazione umanistica. La cultura  è un insieme vasto e complesso, che abbraccia tutto il sapere filosofico e anche scientifico.

Al CERN di Ginevra, il più grande laboratorio di fisica del mondo, ci sono scienziati di tutte le nazionalità, ma soprattutto italiani. I dirigenti del laboratorio hanno spiegato che gli italiani sono più bravi, sanno risolvere i problemi, hanno più cultura, sono più inventivi, lavorano bene in team. Insomma: la scienza italiana è ad uno dei livelli più alti al mondo. 

Queste sono alcune opinioni sintetizzate, espresse da Carlo Rovelli, ordinario di fisica teorica all’Aix-Marseille Université, che lavora presso il Centre de Physique Théorique ed è fra gli iniziatori della gravità quantistica a loop.  Si rinvia al sito indicato nella fonte, per approfondimenti.

Il sapere classico italiano costituisce un patrimonio inestimabile, importantissimo a livello mondiale, da diffondere e far apprezzare.

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V.Post n. 68   Scienze umane con scienze tecniche

N.57 Lana sucida green

7 Gennaio 2014 Commenti chiusi

Lana sucida, grezza, non lavata, ottenuta dopo la tosatura, sia quella di scarto che quella vecchia, di indumenti non più usati, considerata rifiuto speciale dalla normativa europea, può essere usata ancora, ma con un altro impiego, come fertilizzante per piante e fiori.

Greenwolf è un progetto europeo di ricerca, coordinato dall’Istituto per le macromolecole (Ismac) del CNR  di Biella, con l’aiuto del Politecnico di Torino,  finanziato dall’ Unione Europea nel programma Life+, che vuole creare un impianto di idrolisi verde, nel rispetto dell’ambiente, per trasformare la lana in fertilizzante organico per uso agricolo.

Tramite un processo di lavorazione pulito, s’ impiegherà acqua surriscaldata per avere della lana idrolizzata come fertilizzante che aumenterà il contenuto di carbonio e la capacità di trattenere acqua del terreno, senza dover ricorrere a composti sintetici.

Grazie anche ad un’azienda meccano-tessile del biellese, lo scopo è di ottenere , in tre anni, un impianto pilota e una filiera.

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V.post n.89 Fibra d’arancia isolante per intonaco

N. 51 G. Natta: l’inventore della plastica, Nobel in chimica

21 Ottobre 2013 Nessun commento

Giulio Natta nacque nel 1903 a Porto Maurizio (Imperia).

Dopo la laurea in ingegneria chimica nel 1924, proseguì gli studi sulle macromolecole. Negli Anni 20 ideò un processo di sintesi del metanolo che, con lo stabilimento Montecatini di Merano (1931), iniziò la ricerca sui polimeri a struttura cristallina.

Costituì un centro di ricerca di livello internazionale. Con la produzione di questi polimeri sorse un intero nuovo comparto industriale. Fu originale, con intuito eccezionale ed ampia preparazione scientifica. Seppe cogliere, nei risultati ottenuti da altri, aspetti importanti, che a costoro erano sfuggiti, individuando nuove applicazioni. Ebbe grande rigore scientifico.

Al suo primo brevetto industriale del 1927 seguirono oltre 4.000 brevetti tra 1927 e 1974.Prima della scoperta di Natta i polimeri stereoregolari si trovavano soltanto in natura (per es. gomma naturale, amido, cellulosa, proteine). In relazione al differente tipo di regolarità sterica derivano rilevanti differenze che si riscontrano, ad es., tra il cotone e l’amido, polimeri del glucosio. Allo stato solido le macromolecole stereoregolari possono cristallizzare, dando luogo ad una conformazione elicoidale. Qui Natta operò, lavorando su polimeri isotattici sintetici, scoprì dei catalizzatori e, grazie ai suoi studi, iniziò l’era della plastica.

Nel 1963, con K. Ziegler, ricevette il Premio Nobel per la chimica per la realizzazione del polipropilene isotattico e del polietilene ad alta densità, poi messi in commercio col nome di Moplen e Meraklon. Negli Anni 40 e 50, a seguito delle applicazioni pratiche delle sue ricerche, fu possibile durante l’ultima guerra mondiale, produrre gomma sintetica anche in Italia. Innumerevoli furono i contributi portati da lui nei diversi campi della chimica organica industriale. Morì a Bergamo nel 1979. 

Fonti: Treccani, Dizionario biografico degli italiani;  www.raistoria.rai.it/articoli/

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La ricerca scientifica, con adeguati finanziamenti, dovrebbe continuare sull’esempio di Giulio Natta.

N. 45 L’etichetta

24 Luglio 2013 1 commento

 L’etichetta della bottiglia di vino è molto antica. In origine, invece dell’ etichetta, un’ incisione veniva praticata sulle anfore di terracotta usate per contenere il vino. La prima incisione fu l’iscrizione rinvenuta su un’anfora in cotto, di epoca romana del 51 d.C., ove si legge : “Vino del Vesuvio, imperatore Vespasiano console”. Dalla Gallia, poco tempo dopo, nel Medioevo, giunsero le botti, impiegate nei monasteri e nei castelli. Per etichettarle era sufficiente scrivere sul fondo di legno le indicazioni di produzione. Questo metodo durò fino al 600, quando  si usarono  bottiglie di vetro, divenute meno rare e costose rispetto al passato.

Secondo una leggenda il monaco benedettino Dom Pierre Perignon (1639-1715) ideò il metodo Champenoise, nel 1668, ed usò una bottiglia di vetro, con un tappo di sughero (al posto della stoppa e della cera fusa) e, per distinguere le bottiglie tutte uguali di champagne, un’etichetta, con riportata l’annata, la vigna di provenienza e la qualità del vino. Si trattò di una piccola targhetta di legno o  d’una pergamena arrotolata, tenuta legata al collo della bottiglia con lo spago.  

Rimangono testimonianze di etichette stampate su carta bianca col torchio, della metà del 700, della ditta Claud Moët (oggi Moët Chandon,  una delle più grandi case produttrici di champagne del mondo, fondata nel 1743 ).

Le etichette moderne vennero ideate dal cecoslovacco  G. Alois Senefelder (Praga 1771 – Monaco di Baviera 1834 ), attore e scrittore teatrale che, volendo stampare i propri testi, inventò, nel 1798,  il sistema della litografia. (Era l’anno in cui in Italia, a Recanati, nasceva Giacomo Leopardi).

Questo procedimento di stampa, usato  fino alla fine del XIX secolo, consistette nel disegnare un bozzetto su una pietra e poi nel passar su di questa un rullo d’inchiostro : in poco tempo si avevano molte copie della medesima etichetta.In seguito si impiegarono, al posto della pietra, superfici di zinco o alluminio (metallografia), procedimenti fotomeccanici (fotolitografia ) ed  impronte dirette (offset ).

La litografia permise di avere nella stampa l’effetto espressivo di matita, lavis, acquerello. L’esecuzione del lavoro grafico, rovesciata per ottenere la stampa diritta, veniva eseguita direttamente sulla pietra con una matita contenente inchiostro, formato da grassi e resine, con aggiunta del pigmento. Col metodo di riporto si ebbe, invece, l’esecuzione su un foglio di carta, con la matita litografica, del disegno a diritto, riportandolo, poi, sulla pietra con decalco a pressione. La stampa venne effettuata in passato con torchi a mano, poi anche su macchine piane litografiche.  

Fonti: www.vinietichette.it , www.treccani.it  ,  www.wikipedia.it  .

 

N.44 Luca Parmitano e l’ISS

13 Luglio 2013 Nessun commento

Mercoledì scorso, 10 luglio, la NASA si è dichiarata molto soddisfatta della performance dell’ astronauta italiano Luca Parmitano e dell’americano Chris Cassidy che hanno effettuato la prima attività extra-veicolare (EVA), nello Spazio attorno all’ International Space Station (ISS), per circa 6 ore, portando a termine tutte le attività assegnate ed anticipando anche alcune di quelle previste per la prossima EVA (il 16 luglio). 

Ci vorrebbe un poeta, per raccontare l’incredibile sensazione di libertà che si prova quassù, il fatto di potersi muovere in tutte le direzioni. E poi c’è la cupola: ammirare il mondo dalla cupola è un’altra sensazione indescrivibile…. Voglio guardare il nostro pianeta il più possibile. Guardare questo gioiello così bello e fragile, …sospeso nel velluto nero dello Spazio, è qualcosa che davvero ti solleva lo spirito.” Queste sono alcune  toccanti  dichiarazioni di Parmitano di questi giorni. 

Dal 1964 l’Italia ha investito nel settore spaziale sempre maggiori risorse, acquisendo esperienze scientifiche-industriali tali da porre il nostro Paese tra i primi al mondo.

L’ Agenzia Spaziale Italiana nacque nel 1988 per coordinare l’attività italiana di studio dell’universo e della vita, per la sperimentazione di scoperte tecnologiche, per ampliare il sapere culturale dell’uomo, per cercare un futuro migliore. 

La Stazione Spaziale Internazionale  costituisce il più importante programma di cooperazione  mondiale nel campo scientifico- tecnologico  realizzato fino ad oggi, 13 luglio 2013.

Con il lancio del modulo logistico Leonardo, nel marzo 2001, l’Italia diventò la terza nazione, dopo Russia e USA, ad aver mandato in orbita un elemento della ISS. Oggi  più del 40 per cento, quasi il 50, del volume abitabile della Stazione viene costruito in Italia: il nostro Paese può esser orgoglioso di questo successo.

44 anni di missioni italiane. Dal 1992 in poi con gli astronauti F.Malerba, M.Cheli, U.Guidoni, R.Vittori, P.Nespoli, L.Parmitano

V. in Continuazioni  

L’Italia ha un ruolo rilevante nel programma di sviluppo ed uso della Stazione Spaziale Internazionale (ISS),  sia con la partecipazione significativa al programma europeo dell’ ESA per la realizzazione del Columbus Orbital Facility (COF) e per la sua utilizzazione, sia con la progettazione, realizzazione di tre moduli logistici, Multi-Purpose Logistic Modules, Leonardo, Raffaello, Donatello, che trasportano dalla terra alla Stazione e viceversa materiali in ambiente condizionato. Sebbene i moduli siano stati realizzati per avere una vita operativa di 10 anni e 25 missioni, Leonardo ha già cambiato la propria natura ed è stato trasformato da Modulo Logistico di Trasporto in Modulo Permanente, PMM, Permanent Multipurpose Module e dal marzo 2011 accresce il volume abitabile della ISS, per ospitare esperimenti scientifici e materiali. L’Italia fornirà il supporto ingegneristico e logistico per l’intera vita operativa della Stazione Spaziale poiché l’ASI ha acquisito diritti di utilizzazione pari allo 0,85% delle risorse NASA e diritti di voli di astronauti italiani. 

Fonte: Agenzia Spaziale Italiana, http://www.asi.it/it/attivita/abitabilita/stazione_spaziale_internazionale

La foto è tratta dal sito dell’Agenzia Spaziale Italiana.

http://blogs.esa.int/luca-parmitano/?lang=it

 

N.41 Stradivari e Cristòfori: un lombardo creò armoniosi violini, un veneto il pianoforte

17 Giugno 2013 Nessun commento

 Antonio Stradivari (in luogo vicino a Cremona 1643 – Cremona 1737) fu un liutaio che costruì oltre 1100 violini, viole e almeno 80 violoncelli,  suonati dai massimi musicisti di ogni tempo, tra cui N. Paganini (v.post n.55) e G.B. Viotti. Lavorò nella bottega di Nicola Amati a Cremona. Nel 1680 aprì una sua bottega, ove realizzò molti altri strumenti. Ebbe 11 figli, dei quali due, Francesco (1671-1743) e Omobono (1679-1742), seguirono la sua professione. Già prima del 1700 la sua fama aveva superato quella degli Amati e degli Stainer.

 Il Maestro Uto Ughi suona un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro, e uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer perché appartenuto al violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata. Della  foresta di Paneveggio, possesso dei Conti del Tirolo, della Casa d’Austria, dopo la 1a guerra mondiale del demanio italiano, poi della regione Trentino-Alto Adige, infine della Provincia Autonoma di Trento,  gli abeti rossi costituiscono quasi il 90% degli alberi della foresta, oltre all’abete bianco, al larice e al pino cembro. Si racconta che fosse Stradivari in persona ad aggirarsi qui alla ricerca degli alberi più idonei, plurisecolari, il cui legno, grazie alla particolare capacità di “risonanza”, forniva la materia prima ideale per le casse armoniche. Il legno dell’abete rosso è particolarmente elastico, trasmette bene il suono e i suoi canali linfatici sono come piccolissime canne d’organo.

Bartolomeo Cristòfori (Padova 1655-Firenze 1732), cembalaro e liutaio, cercò di rendere possibile nel clavicembalo la graduazione del suono, sostituendo ai saltarelli a becco di penna i saltarelli a martello, che trasformarono il clavicembalo in “clavicembalo col piano e col forte“, cioè nell’odierno pianoforte. La priorità della sua invenzione (del 1698, ma annunciata nel 1711) venne impugnata da rivali (le case tedesche Schröter, Silbermann) e messa in dubbio da alcuni studiosi moderni. Strumenti da lui costruiti sono conservati tuttora a Padova, Colonia, New York. Nel 1739 Domenico Del Mela inventò il pianoforte verticale, ma il brevetto fu depositato nel 1800 dall’americano I. Hawkins.

Fonti: www.treccani.it/enciclopedia  http://www.parcopan.org/it/territorio/ambienti/la-foresta-di-abete-rosso-p92.html

ATTUALITA’
Mediante la tecnica  basata sull’irraggiamento con raggi x   di un violino Stradivari di un collezionista inglese, vari ricercatori di atenei italiani, tra cui alcuni del  Dipartimento di Fisica di Università di Milano, hanno studiato i materiali e le  decorazioni della tavola armonica ed è stato possibile scoprire un particolare  inchiostro, chiamato ferro gallico, utilizzato all’epoca come  inchiostro da scrittura. http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/stradivari-senza-segreti-grazie-ai-raggi-x/luglio-2013

N.39 Volare, oh, oh. Volo in mongolfiera, ad agosto, a Reggio Emilia

21 Maggio 2013 Nessun commento

    Di tanto in tanto  voliamo con la mente in mondi lontani, immaginiamo anche ad occhi aperti, inventiamo protagonisti, ambientazioni e storie. Nascono i sogni, avventure fantastiche,  al di fuori della vita reale. E’ un bisogno di “respirare aria pulita”, risponde alla nostra sete d’ infinito, appaga il nostro spirito. E’ come volare in mongolfiera….

Dal 7 all’11 agosto 2013, a Reggio Emilia: 26° Campionato Italiano di Volo in mongolfiera. 

Joseph-Michel Montgolfier  (1740 -1810), col fratello Jacques-Étienne (1745 – 1799), inventò l’aerostato ad aria calda, contenuto in una rete, da cui pendeva una navicella. Il pallone venne chiamato, in loro onore, mongolfiera. I primi esperimenti furono fatti ad Avignone. La prima ascensione pubblica avvenne il 5 giugno 1783 ad Annonay, con un pallone di oltre 850 m3, costituito da un involucro di tela, rivestita di carta (i M. erano fabbricanti di carta). L’esperienza, con a bordo animali, fu ripetuta nell’estate stessa, e il 20 novembre di quell’ anno. L’Accademia delle scienze nominò i Montgolfier membri straordinarî, Luigi XVI diede loro varie onorificenze. Joseph ideò, poi, altre invenzioni: un paracadute, un calorimetro, un apparecchio per l’essiccamento della frutta a freddo…Vincenzo Monti scrisse nel 1784 Ode al Sig di Montgolfier.

Jean-François  Pilâtre De Rozier, chimico e fisico,  insieme al marchese François Laurent d’Arlandes, fece, nel 1783,  la prima ascensione in mongolfiera. In un altro tentativo di trasvolare la Manica con un aerostato, composto di un pallone superiore gonfiato con idrogeno, e d’ uno inferiore ad aria calda, Pilâtre De Rozier morì,  nel 1785.

In Italia, Agostino, Giuseppe e Carlo Gerli, aeronauti milanesi, con l’aiuto di Paolo Andreani (1763-1823), nobile milanese, pioniere dell aerostatica, costruirono una mongolfiera di 21,5 m di diametro, che volò con successo, nel 1784, in Italia per la prima volta, a Moncucco (Mi).

La mongolfiera è stata modificata, nei secoli successivi al XVIII, con l’uso di nuovi materiali (gli involucri sono in tessuti sintetici) e di nuove tecniche (il riscaldamento dell’aria è ottenuto per mezzo di un bruciatore a gas propano, alimentato da bombole).

 Fonte: Enciclopedia Treccani, Dizionario biografico degli  italiani Treccani. http://www.treccani.it/enciclopedia/gerli-agostino-giuseppe-e-carlo/. www.aerostati.it

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“Volare” la missione con Luca Parmitano, un siciliano, primo italiano a camminare nello spazio 

La quinta missione a lunga durata della Esa, Agenzia Spaziale Europea, la prima dell’Agenzia spaziale italiana, è avvenuta col lancio della Souyz il 28 maggio 2013, partita dal cosmodromo ♦ di Baikonour, in Kazakistan.  ( V. post n.44 )

Battezzata “Volare”, la missione è durata 166 giorni, durante i quali  Luca Parmitano,  astronauta dell’ESA, alla sua prima missione, catanese, 36 anni, maggiore dell’Aeronautica, medaglia d’argento al valore aeronautico, ha partecipato ad alcuni esperimenti dell’ESA nel campo della fisiologia dell’uomo, della biologia, della fisica, della scienza dei materiali e ha compiuto due attività extra-veicolari nello spazio per installare nuovi equipaggiamenti, ritirare quelli degli esperimenti conclusi. Parmitano sarà il primo italiano a passeggiare nello spazio.

Fonti: www.tiscali.it; www.galileonet.it , Anna Lisa Bonfranceschi, Luca Parmitano astronauta in missione; www.lescienze.it .

 Cosmodromo è   un  centro aerospaziale da cui si effettua il lancio di veicoli spaziali…….     (Segue in Continuazioni)