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Archivio per la categoria ‘Linguaggio dei fumetti’

N.34 In latino, in Francia piace il fumetto Le petit Nicolas

10 Aprile 2013 Nessun commento

Nel 1960 René Goscinny (1926-1977) umorista, fumettista, ideatore di Lucky Luke, cow-boy silenzioso e, con Albert Uderzo (1927), di Asterix, creò, con il disegnatore Jean Jacques Sempé, Le petit Nicolas, un bambino chiacchierone, amante del divertimento e del gioco, goloso. Piacque ai bambini che si identificarono in lui, mentre gli adulti ne apprezzarono l’ironia. La storia della vita di questo personaggio venne pubblicata in un libro x ragazzi, in film e in televisione.

Da novembre 2012 ad aprile 2013, le avventure del petit Nicolas (Pullus Nicolellus nella lingua dei latini) sono state pubblicate tradotte in latino, con successo: il volume Pullus Nicolellus ha venduto circa 10.000 copie.

Una vecchia lingua viene adattata alle esigenze contemporanee e rinasce a vita nuova.

Fonte: Popotus, Avvenire 4 aprile 2013;Gianna Fregonara, Make up, La lettura, Corriere della Sera 31 marzo 2013.

L’immagine è del blog  http://www.lislesurtarn.info/2011/09/13/parisot-les-aventures-du-petit-nicolas-a-la-mediatheque/

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Dal latino è derivato l’italiano e le altre lingue romanze : francese, portoghese, spagnolo, romeno. Ogni italiano che studia il latino scopre le proprie origini, pone le basi per imparar bene la propria lingua e cultura. L’umanista, inoltre, è anche uno scienziato: con costanza e pazienza apprende le regole della grammatica, con creatività interpreta correttamente un brano, quando lo traduce. Chi traduce svolge un lavoro scientifico, di congetture per la risoluzione di problemi, applicando la razionalità, come uno scienziato, un fisico.

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Cartoon movie e Pinocchio di D’Alò, Lucio Dalla

A Lione, alla 15a edizione di “Cartoon movie” , forum per i professionisti del cartone animato, nel marzo 2013, è stato presentato il Pinocchio di Enzo D’Alò, scritto con Umberto Marino e disegnato dall’illustratore di fama internazionale Lorenzo Mattotti.Il film narra le avventure del burattino di legno di  Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini, 1826-1890), ha come colonna sonora  un brano del cantante Lucio Dalla, ( la sua ultima creazione prima della morte, avvenuta lo scorso 2012) e le voci di alcuni personaggi sono  di Rocco Papaleo e Paolo Ruffini.

Lorenzo Mattotti spicca per lo stile nuovo nell’animazione, fondato sulla cultura italiana, anche quella dell’Ottocento, del Rinascimento.

Fonte: Euronews, 12 marzo 2013————-

Per una visita virtuale al Parco di Pinocchio v.http://www.pinocchio.it/parco-di-pinocchio-c4/visita-virtuale-866.html .

V.Post N.72 Collodi sulla vita dell’inventore di Pinocchio

 

N.31 Virginia Woolf: fumetti per bambini

18 Marzo 2013 Nessun commento

L’ultimo manoscritto inedito di Virginia Woolf (1882-1941) per bambini è stato pubblicato in giugno 2013 dalla British Library di Londra. E’ costituito da vignette disegnate dal nipote della scrittrice, Quentin Bell, all’età di 13 anni, che raffigurano la vita delle famiglie Woolf e Bell, accompagnate da testi scherzosi, ideati dall’autrice.

Fonte: Adnkronos

La foto è tratta dal sito www.ilgiornale.it, http://www.ilgiornale.it/news/cultura/scarica-lebook-virginia-woolf-soli-299-euro-864956.html, http://pressandpolicy.bl.uk/Press-Releases/The-British-Library-releases-Virginia-Woolf-s-last-unpublished-work-providing-a-quirky-and-fascinati-638.aspx

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Sarà interessante scoprire quest’ aspetto sconosciuto della produzione letteraria della Woolf che ebbe una vita personale abbastanza travagliata. Chissà se anche nell’ideazione di fumetti e letteratura per l’infanzia avrebbe avuto successo, se solo avesse continuato a creare con costanza ed estro!

N. 12 Crossmedialità. Linguaggio fiabesco.Letteratura per l’ infanzia

14 Novembre 2012 29 commenti

In Contaminazioni, Letteratura per ragazzi e crossmedialità, Anna Antoniazzi,  dottore di ricerca in Pedagogia e assegnista presso la cattedra di letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna, tratta del passaggio di temi e personaggi della tradizione narrativa nei nuovi media, individuando alcune forme di contaminazione e di ibridazione.

La letteratura per l’infanzia è disciplina di confine, che abbraccia molti linguaggi.

Per quanto riguarda la crossmedialità (secondo la definizione di Max Giovanoli, riportata in Contaminazioni, la “forma espressiva di un nuovo modo di raccontare, fondato su idee e storie capaci di segnare spazi di affinità determinanti tra i diversi mezzi di comunicazione”),

Antoniazzi distingue tra crossmedialità specifica che parte da un determinato soggetto (di cui sono un esempio i Pokemon, che passano dal cartoon, ai fumetti, ai videogame, ai giochi di ruolo, ai film animati e ai gadget) e crossmedialità tematica, in cui uno stesso tema viene approfondito attraverso vari mezzi di comunicazione.
Da sempre c’è un contatto stretto tra la multimedialità e il fiabesco: già il cinema muto ha attinto alla fiaba e alla letteratura per ragazzi.
I personaggi di fiaba rappresentano metafore di aspetti dell’umanità. E’ interessante notare l’evoluzione delle icone femminili dalle fiabe tradizionali ai videogiochi: il loro ruolo cambia, assumendo una valenza da protagoniste. Il film Avatar di James Cameron, secondo Antoniazzi, è un indispensabile riferimento per la comprensione dell’immaginario contemporaneo, così come  Blade Runner negli Anni Ottanta e Matrix alla fine degli Anni Novanta. Il protagonista di Avatar si addormenta per svegliarsi in un’altra realtà, così come faceva la Bella Addormentata. Il personaggio di Peter Pan per esempio nasce in teatro, passa nella letteratura e poi diventa sempre più complesso: Spielberg lo fa addirittura diventare adulto.
La crossmedialità non è nemica della tradizione, ma un  suo valido alleato.
Fonte : http://www.letteratura.rai.it/articoli/antoniazzi-il-fiabesco-e-la-crossmedialit

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Nella storia dei fumetti va anche ricordato il periodo in cui i fumetti apparvero in televisione. P.es Nick Carter , della cui  storia tratta il seguente link:http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/12/11/nick-carter-40-anni-interviste-de-maria-varetto.html

Il fumetto rimaneva fisso nella striscia, non era ancora “disegno animato”, ma,  giunto in TV, incominciava a piacere anche agli adulti.

N.10 Jacovitti. Le cose parlano: salami con le gambe, le matite viventi

9 Novembre 2012 5 commenti

Benito Jacovitti (1923-1997) incominciò a disegnare vignette nel 1938: una venne pubblicata sulla Domenica del Corriere.

Il suo soprannome era lisca di pesce.

Durante la guerra pubblicò altri cineromanzi brevi  sul Vittorioso,   due strisce satiriche sul fascismo: Battista l’ingenuo fascista e Pippo e il dittatore .

Al ritorno della pace e, poi con la moda degli albi illustrati a fumetti, incominciò a disegnare satire sociali, benevole e taglienti, ricche di personaggi e di cose.

Attraverso le “cose” un po’ volle documentare quegli anni, le cose viventi, a cominciare dai salami, con le gambe.

E così, se tralasciamo il ” Camillino Eldorado“, gelato alla panna tra due biscotti al cacao, con Cocco Bill  nacquero le matite che spuntano come fiori, i macinini del caffè e i libri con gli occhi, gli specchi parlanti, i rocchetti di filo che volano, i bidoni della nettezza urbana ambulanti, le sedie con le scarpe, le scatole che fanno il broncio o che ridono, i padellini con le ali, le candele che fumano sigarette, i telefoni digrignanti, i pettini dentati….

Erano gli Anni della Prima Repubblica, dei governi della Dc, di una propaganda avvolta dalle paure della Guerra fredda, e Jacovitti aveva voglia di vivere, e soprattutto di ridere, anche e soprattutto di se stesso.

Fonte: V.Marchis, Jacovitti: quando c’era la voglia di ridere, www.swas.polito.it

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Come non ricordar quei buffi personaggi coloratissimi, col naso pronunciato, che si ricopiavano modificandoli, magari in qualche dettaglio minimo. Oggetti e soggetti di vita quotidiana, comuni a tutti, che trasmettevano serenità e divertimento. A volte basta poco per sorridere!

N.7 Linguaggio dei fumetti di W.Disney, S.Tofano – Splash, slam, smack

31 Ottobre 2012 1 commento

Walt DisneyA differenza di altri mass media, l’influenza del fumetto sulla lingua e sui ragazzi è oggi  diminuita rispetto  agli Anni Cinquanta Ottanta .

Nato negli Stati Uniti nel 1895, il fumetto giunge in Italia nel 1908, senza, però, per lungo tempo, le nuvolette.

Una striscia italiana dell’epoca di Topolino Il Signor Bonaventura,  di S. Tofano, utilizzava  diminutivi , espressioni da opera lirica (come ad es. giusto ciel!), uno stile delle filastrocche per bambini . Non era un fumetto contemporaneo, come grafica e lingua.

Tra le convenzioni del fumetto, una costante fu la presenza di ideofoni (parole onomatopeiche indicanti rumori o emozioni) da bang a boom, da slurp a smack provenienti, spesso, da parole inglesi di senso compiuto, come gulp «boccone, sorso» da to gulp =deglutire, mumble «mormorio» da  to mumble=borbottare, sigh «sospiro».

     Nacquero nuove parole con basi italiane, formate sul modello inglese con finale in consonante, come strap (strappare), sgrat (grattare), rasp (raspare), zomp (zompare, saltare), che si possono considerare pseudoanglicismi .

     Molti termini sono  passati ,poi,  dal fumetto all’italiano e sono stati registrati dai dizionari, come splash, slam. Tramite fumetti western come «Tex» e «Zagor»  gli ispanismi  trovano  per questa via un canale di diffusione nell’italiano contemporaneo. In genere  la testata scelse il tipo di linguaggio, per cui ad esempio «Corto Maltese» sfrutterà termini marinareschi (cacciatorpediniera,  piroga)

         Sono presenti, inoltre,  espressioni letterarie  o latineggianti, quali me misero, me tapinosursum corda, che  furono spesso impiegati nei primi fumetti Disney tradotti in Italia, con un uso ironico della letterarietà e del linguaggio parlato. Fin dai primi numeri di Topolino anche l’uso dei puntini di sospensione e la serie di più punti interrogativi ed esclamativi diventano una costante.

    La comicità nacque, prima di tutto, dall’ambientazione nel mondo di topi, paperi e altri animali.

    L’  influenza del parlato-scritto angloamericano non scese mai al di sotto della grammatica: la sintassi fu molto semplificata,  per le dimensioni esigue delle nuvolette.

   Altre particolarità furono le interiezioni   (sweeeshh, oohhh), il lettering (cioè delle modalità grafiche nell’uso delle parole), il grassetto per contrassegnare l’elevato volume della voce, l’emotività.

N.5 Jacovitti, Hugo Pratt. I fumetti. Plurilinguismo

24 Ottobre 2012 Nessun commento

Verso gli Anni Sessanta le riviste di fumetti “impegnati” con contenuti “intellettuali”, una grafica accurata, come i Peanuts di Charles Monroe Schulz (Charlie Brown e gli amici Snoopy, Linus, Lucy), venivano tradotte anche in italiano . L’americano Schulz (1923-2000) disegnò le sue divertenti “strisce” satiriche , basate su fatti di vita quotidiana, per quasi cinquant’anni. I dialoghi furono semplici, sintetici, ricchi di leggerezza infantile, con battute ponderate, idonee a smascherare le debolezze e i luoghi  comuni degli adulti.

In Italia, Benito Jacovitti (1923 – 1997) collaborò, negli Anni Cinquanta, col giornale per ragazzi Il Vittorioso, col Corriere dei piccoli, col Giorno, e divenne famoso per l’ideazione del personaggio di Cocco Bill (1957).

Lavorando in Argentina e, poi, nel nostro Paese, Hugo Pratt ( 1927 -  1995) propose vari soggetti. Le sue strisce, le opere grafiche ed acquarelli furono esposti nei più importanti Musei, Grand Palais, Pinacothéque di Parigi, Vittoriano di Roma, Ca’ Pesaro a Venezia, Santa Maria della Scala a Siena.

Pratt lesse avidamente i libri di James Oliver Curwood, Zane Gray, Kenneth Roberts. Scoprì i primi fumetti di avventura americani, “Terry e i pirati” di Milton Caniff. A Venezia, nel 1945, partecipò, con un gruppo di amici, alla realizzazione di una rivista di fumetti, l’Asso di Picche. Iniziò, allora, ufficialmente, la sua carriera di disegnatore.

 Le sue opere furono pubblicate sul Corriere dei Piccoli. Alcuni suoi racconti furono ambientati nei Mari del Sud, nella laguna veneta, in Mongolia, in Etiopia, nel Nord est del Brasile,…. Alcuni dei suoi personaggi furono  Morgan nel 1995, Anna Livingston  e il marinaio Tipperary O’Hara di “Anna nella giungla”, l’ufficiale Koiinsky de “Gli scorpioni del deserto”….Nel 1967 Hugo Pratt incontrò Florenzo Ivaldi, con cui lanciò un mensile “Sgt. Kirk” per presentare al pubblico italiano anche la propria produzione argentina. Nel primo numero di questa rivista comparvero nove tavole di una nuova storia “Una ballata del mare salato” in cui esordì il personaggio di Corto Maltese, marinaio avventuriero romantico, ma anche ironico.

Dal 1971 venne considerato come uno dei più importanti autori del mondo di fumetti.  Per l’editore Bonelli creò quattro storie per la serie “Un uomo un’avventura”: “L’uomo del Sertão”, “L’uomo della Somalia”, “L’uomo dei Caraibi” e “L’uomo del Grande Nord”. Nel 1988 pubblicò “Mû”, l’ultima avventura di Corto Maltese, sull’omonima rivista Rizzoli. Nel 1994 fondò a Roma, con Patrizia Zanotti sua collaboratrice, la casa editrice Lizard che attualmente edita le sue opere.

Pratt espresse la sua fantasia anche in campo pubblicitario, fu un appassionato lettore (nella sua casa in Svizzera ebbe oltre 30.000 volumi) e anche nelle sue storie le citazioni di libri furono presenti.Riuscì, secondo alcuni, a rendere il mondo del romanzo a fumetti una forma d’arte.

Da luglio 2012 Rizzoli Lizard pubblica in digitale app per iPad  dell’intera serie dei 29 fumetti di Corto Maltese.

Analizzando il lessico, la comicità del genere fumetto passò soprattutto attraverso l’invenzione linguistica, p.es. in Sturmtruppen di Bonvi, 1969, con gustose mescolanze maccheroniche italo-tedesche. Meno ripetitive, più raffinate furono le battute di Asterix, di René Goscinny e Albert Uderzo, ove si ideò un divertente accostamento di espressioni moderne a nomi e contesti antico-romani (v. post n.34).
Il plurilinguismo fu un ingrediente fondamentale sia di fumetti d’ambientazione western, Tex Willer, di Gianluigi (e poi Sergio) Bonelli, 1948, caratterizzato da ispanismi, sia , in modo più accentuato, delle storie di Corto Maltese di Hugo Pratt.

I giovani sono i destinatari dei fumetti,   ma anche gli adulti si dimostrano  interessati al genere del graphic novel, romanzo a fumetti, inaugurato nel 1978 con A Contract with God di Will Eisner.

Fonti: inter@lia , giugno  2003 C. Breddy Buda – Hugo Pratt, Dalle nuvole parlanti alla letteratura disegnata, http://ec.europa.eu/translation/italian/magazine/documents/issue25_it.pdf,

http://cortomaltese.com/it/about-the-author/, .http://cortomaltese.com/it/characters/,………http://cortomaltese.com/it/history/,

Fabio Rossi, Linguaggio dei fumetti, http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggio-dei-fumetti_(Enciclopedia-dell’Italiano)/

Silvia Morgana,  Stabile,convenzionale, mimetico: il teatro del fumetto
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/fumetti/Morgana.html

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