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Archivio per la categoria ‘Geografia’

N.111 Il convento di Marienberg

16 Dicembre 2016 Commenti chiusi

Il convento di Marienberg, chiamato anche Montemaria, è ubicato a  Malles, sopra Burgusio, in Val Venosta, a 1340 m. La costruzione, simile ad una fortezza, fu fondata nel XII  secolo dai nobili di Tarasp. Prima di diventare un convento ospitava un liceo umanistico con Ginnasio, fondato nel 1724 dai monaci di Merano e mantenuto fino al 1928.Oggi i monaci si dedicano all’organizzazione di workshop, a corsi di meditazione.

Dal 2007 è stato creato un museo,  con documenti storici e tesori artistici che illustrano la vita quotidiana del monastero secondo la regola di San Benedetto. Nella cripta: il ciclo di affreschi romanici, con le famose raffigurazioni angeliche, risalenti al 1175 e 1180, è uno straordinario esempio di arte romanica altoatesina.

N.108 Castel Tasso e castel Duino della famiglia Thurn und Taxis

24 Agosto 2016 Commenti chiusi

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Castel Tasso, a Vipiteno, fino alla metà del XIII secolo è stato luogo di residenza dei ministeriali vescovili, poi divenne possedimento del Conte Albert di Tirolo. Nel 1470 il Duca d’Austria Sigismondo il Danaroso consegnò il castello all’Ordine Teutonico, per un debito, fino al 1809, quando quest’ Ordine venne sciolto da Napoleone. Il castello venne concesso dal governo bavarese poi , come ricompensa per il servizio postale svolto, alla famiglia Thurn und Taxis, che ne è ancor oggi proprietaria.

I Torre e Tasso furono fondatori del servizio postale. Nel XIII secolo, Homodeo de Taxo viveva a Camerata Cornello in Val Brembana, vicino a Bergamo, ove iniziò il servizio di posta a cavallo.
Da lui discesero due rami, di Guarisco I e di Benedetto.
Il primo ramo continuò, nel bergamasco, con l’attività di famiglia, fino al 1588, quando si estinse.
Dal secondo ramo derivarono altri due rami.
Il primo, che discendeva da Guarisco II, rimase in Italia ed ottenne il titolo di Conte di Tour Valsassina e nel 700 quello di Conte di Monte Tasso, estinguendosi nel 1780.
Il secondo ramo si diffuse in Italia ed in Europa fino al conte Raimondo VI della Torre di Valsassina, che fu marito delle sorelle Lodovica e Chiara Orsa, figlie dell’ultimo capitano della Signoria di Duino, Mattia Hofer. Tra i discendenti, poi, nell’800 la contessa Teresa Maria Beatrice Turn Hofer Valsassina , che sposò Egon principe di Hohenlohe Waldenburg Schillingsfurst . La quarta figlia Marie sposò un lontano cugino, Alexander Johann principe Thurn und Taxis, del ramo cadetto della dinastia dei maestri di posta .
Nel 900, a Trieste, nel castello di Duino, visse Marie von Thurn und Taxis e il marito principe Alexander Johann von Thurn und Taxis, che morì nel 1939.
Dal matrimonio tra Marie e Alexander nacquero quattro figli, tra cui Alessandro che trasformò in italiano il nome di famiglia e nel 1934 ottenne dal re d’Italia di cambiare il nome in Torre e Tasso, divenendo anche Duca di Castel Duino. Ebbe un figlio Raimondo, morto nel 1986. Suo figlio Carlo Alessandro si trasferì poi nel castello di Duino con la moglie Veronique Lantz ed i figli.

N.107 La galleria del S.Gottardo

18 Luglio 2016 Commenti chiusi

La galleria del  S. Gottardo, inaugurata il 1 giugno 2016,  operativa dall’11 dicembre 2016,  è lunga circa 57 km, diventando il tunnel ferroviario più lungo al mondo, permettendo un collegamento  da  Genova a  Zeebrugge ( Belgio) e Rotterdam (Olanda ), attraverso la Germania.

Al secondo posto per lunghezza il tunnel giapponese di Seikan (53,9 km), al terzo posto  il tunnel sotto la Manica (50,5 km).

La galleria di base permetterà a 250 treni merci e 65 treni viaggiatori al giorno di  transitare e ridurrà la durata dei collegamenti  tra Italia e Svizzera, tra Italia e Olanda, tra Italia e Germania.

Santo Stefano di Sessanio – I Medici

15 Febbraio 2016 Commenti chiusi

Nel 1579 i Medici di Firenze divennero Signori del borgo medievale di  Santo Stefano di Sessanio (AQ) vicino a Rocca Calascio, spinti dall’interesse a controllare sul posto la produzione della lana da loro utilizzata, di decine di migliaia di pecore, anche di razza carfagna, molto pregiata e più scura, che veniva lavorata in Toscana ed esportata verso i mercati di tutta Europa. Le greggi scendevano da qui per la transumanza  verso i pascoli pugliesi più a bassa quota.

In origine Sextantio (questa era l’antica denominazione) era un piccolo insediamento romano posto a sei miglia (sexta ) da un importante villaggio, il Piano di S.Marco. Intorno al 779 il borgo, situato ad un’altitudine di m.1215, nella parte meridionale di quello che oggi è il Parco Nazionale del Gran Sasso,  aveva un’economia di sussistenza. Vivevano in zona i Monaci di S.Vincenzo al Volturno che possedevano la cella di S.Pietro ad Oratorium.

Santo Stefano di Sessanio faceva parte del feudo della Baronia di Carapelle del Signore Oderisio da Collepietro e passò poi agli Svevi, agli Angioini, al Conte di Celano verso la fine del secolo XIV, agli Aragonesi e ai Piccolomini nei secoli XV-XVI e ai Medici di Firenze nel 1579. Francesco de’ Medici, granduca di Toscana ricevette da Costanza Piccolomini la Baronia di Carapelle, con anche il borgo di Santo Stefano . Nel 1813 la Baronia venne ceduta al re di Napoli.

Oggi nel borgo in pietra calcarea bianca, si possono ammirare la Torre, danneggiata dal terremoto del 2009 all’Aquila, la Casa del Capitano.

Gemme preziose italiane

15 Gennaio 2016 Commenti chiusi

corridoio-vasariano-mappa_0 []       Corridoio vasariano

E’ un passaggio segreto, un percorso sopraelevato aereo  che collega Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio, passando attraverso la Galleria degli Uffizi, lungo oltre 1 km, che  permetteva ai Granduchi di muoversi,  senza  scorte, dalla loro residenza privata al Palazzo del Governo. Il granduca Cosimo I de’ Medici ( 1519- 1574) primo Granduca di Toscana, incaricò per la costruzione nel 1565 Giorgio Vasari (1511 – 1574)  , l’architetto degli Uffizi, per il matrimonio di suo figlio Francesco con Giovanna d’Austria. Si può godere di una visione affascinante su Firenze, dall’alto.

Occorre fare richiesta al Soprintendente, prenotando tramite la segreteria (segreteria@polomuseale.firenze.it, tel. 055 2388621-625), che procederà al rilascio di una concessione in uso temporaneo di spazi.http/www.polomuseale.firenze.it/musei/concessioni.php

v. www.florence-tickets.com/it/corridoio-vasariano-e-uffizi-visita-guidata-(biglietti-inclusi).html

 

 

 

N.99 Il naviglio grande di Milano

19 Settembre 2015 Commenti chiusi

Il primo grande canale d’Europa, iniziato nel 1177 e divenuto navigabile nel 1272, prendendo le acque dal fiume Ticino, collegava Milano con il Lago Maggiore e la Svizzera, permetteva il trasporto in città di ogni tipo di merce, dai generi alimentari alle materie prime ( carbone e legna)  e , in senso inverso, portava a nord per la vendita ferro, grano, riso, sale.

Nasceva  a Tornavento, in  Lonate Pozzolo (Va) e, dopo circa 50 km, terminava nella darsena di Porta Ticinese a Milano. Permise il trasporto dei marmi per la costruzione del Duomo.

Gli altri navigli di Milano, il Pavese, della Martesana, di Paderno, di Bereguardo vennero creati in epoche successive ed hanno una  lunghezza minore.

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N.87 La natura italiana: laghi, stagni, oasi, paludi da salvare

3 Febbraio 2015 Commenti chiusi

Queste 29 zone umide, tra cui forse alcune poco conosciute, del nostro Paese

Bacino dell’Angitola, Lago dei Monaci, Lago di Barrea, Lago di Caprolace, Lago di Fogliano, Lago di Nazzano, Lago di Sabaudia, Lago di Tovel , Lagustelli di Percile, Oasi di Castelvolturno o Variconi, Ortazzo e Ortazzino, Palude di Colfiorito, Pialassa della Baiona e Risega, Punta Alberete, Stagno di Cabras, Stagno di Cagliari, Stagno di Corru S’Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì, Stagno di Mistras, Stagno di Molentargius, Stagno di Pauli Maiori, Stagno di S’Ena Arrubia, Stagno di Sale Porcus, Valle Averto, Valle Bertuzzi , Valle Campotto e Bassarone, Valle di Gorino, Valle Santa, Valli residue di Comacchio.

hanno un carattere che le accomuna, assieme ad altre 24 località, tra cui 3 oasi WWF, di 15 regioni italiane. Volete provare ad indovinarlo?

Legambiente vuol far conoscere questi luoghi straordinari. Il 2 febbraio era la Giornata Mondiale delle zone umide, per celebrare luoghi fondamentali per la conservazione della biodiversità terrestre,  tra gli ecosistemi più a rischio. Nell’ultimo secolo, oltre il 64% delle zone umide sono scomparse.

N. 84 Guardia nobile e di rocca di S.Marino

11 Dicembre 2014 Commenti chiusi

La Repubblica di San Marino è un piccolo Stato, nella repubblica italiana, tra Emilia-Romagna e Marche. Ha un’estensione territoriale di circa 60 km² e 32.193 abitanti, è membro del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite . Dal 2008 il centro storico (tra l’altro con la basilica di San Marino, alcuni conventi del XIV e XVI secolo, il Teatro Titano del XVIII secolo, il Palazzo Pubblico del XIX secolo) e il monte Titano sono diventati patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La Guardia del Consiglio Grande e Generale o Guardia Nobile venne istituita nel 1741 per proteggere i Capitani Reggenti ed i componenti del Consiglio Grande e Generale. Questi militari indossano la divisa blu con ornamenti gialli, accompagnano i Diplomatici nelle cerimonie di presentazione delle credenziali, i membri di Governo e  i capi di Stato stranieri in visita, alzano e ammainano la bandiera nelle cerimonie, vigilano durante le sedute del Parlamento sammarinese e d’Arengo a Palazzo Pubblico.

La Guardia di Rocca, invece, è formata dal nucleo dei guardiani di rocca e dalla Compagnia d’Artiglieria, sorta nel 1754.Indossa divise dal colore verde acceso, presta servizio d’onore al Palazzo Pubblico. Era la guardia del forte di un tempo e costituiva l’artiglieria. Oggi vigila sulle vie d’accesso alla repubblica, svolge il servizio di sentinella, il cambio di guardia nelle sedi istituzionali più importanti, Palazzo Pubblico e Palazzo Begni. Ha compiti di controllo e di polizia doganale, accerta le violazioni amministrative, controlla la circolazione, scorta i valori.

N.83 La guardia svizzera

6 Dicembre 2014 Commenti chiusi

La Guardia svizzera pontificia è un corpo armato al servizio del papato dal 22 gennaio 1506, ancora operativo.

Papa Sisto IV stipulò un accordo, nel 1479, con la confederazione svizzera per reclutare mercenari elvetici. Il 22 gennaio 1506, 150 mercenari elvetici entrarono per la prima volta in Vaticano per difendere e servire Papa Giulio II.

Le guardie svizzere oltre a scortare il Papa, parteciparono a varie battaglie, come quella del 6 maggio 1527 durante il sacco di Roma, salvando Papa Clemente VII. Dei 189 svizzeri rimasero vivi solo i 42 che, all’ultimo momento, avevano accompagnato Clemente VII, nella fuga nel passaggio che collega il Vaticano a Castel Sant’Angelo. Il Papa ottenne che gli svizzeri sopravvissuti fossero inclusi nella nuova Guardia: solo 12 di essi accettarono.

Con la conquista di Roma da parte delle truppe italiane nel 1870, le guardie svizzere rimasero a difesa personale del Papa e Papa Pio X nel 1914 stabilì il numero dei militari in 100. Papa Pio XII portò il numero delle guardie svizzere ad oltre 300.

L’uniforme ufficiale delle guardie svizzere è a strisce di colore blu, rosso e arancione, di stile rinascimentale.

La divisa da lavoro è invece costituita da casacca e pantaloni  blu e basco nero.

N. 78 The Commonwealth di 2 miliardi di persone

23 Settembre 2014 Commenti chiusi

Common e wealth letteralmente significa bene comune, in latino si direbbe res publica, cosa pubblica.

C’è chi traduce, invece, benessere comune. Di fatto è una comunità di 2 miliardi di persone (in India sono 1 miliardo) delle ex colonie dell’Impero britannico.

Nel XVI secolo c.w. indicò la comunità dei cittadini, nel XVII secolo lo Stato britannico. Dal 1840 c.w. venne usato nel significato attuale di unione delle ex colonie dell’Impero britannico.

Il commonwealth britannico nacque nel 1926 per unire vari Stati di 5 diversi continenti (America, Oceania, Africa, Asia, Europa) dell’Impero inglese, nel settore economico e culturale.

Nel 1949 mutò l’organizzazione: da allora divenne Commonwealth delle Nazioni.

All’interno di essa vi sono 54 Stati che si possono dividere in 2 gruppi :

Il primo gruppo comprende 16 Paesi che riconoscono la regina Elisabetta II come loro sovrana e Capo di Stato, tra questi 10 in America: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine; Australia, Isole Salomone, Papua e Nuova Guinea, Nuova Zelanda, Tuvalu, 5 in Oceania. Infine il Regno Unito, in Europa.

Ognuno di questi Stati ha una propria politica estera, interna, economica. La regina Elisabetta II ha un ruolo simbolico, in quanto, a livello esecutivo, Kamalesh Sharma, indiano, dal 2008 è segretario generale.

Il secondo gruppo comprende i restanti 38 Paesi, dotati di un proprio Capo di Stato. Tra questi anche altre 6 monarchie, oltre a quella britannica.

 

 

N. 50 Una ferrovia che attraversa 7 fusi orari: la transiberiana

11 Ottobre 2013 Nessun commento

Nel 1891, il viaggio per raggiungere San Pietroburgo, partendo dalle regioni della Russia che si affacciavano sull’Oceano Pacifico, durava più di un anno.

Lo zar Alessandro III (1845-94) progettò una ferrovia per raggiungere le remote regioni disabitate del Paese . Nel 1891 iniziarono i lavori. Nel 1904 si ebbe l’ inaugurazione.

Oggi il “Rossija“, dai 14 vagoni azzurro-rossi, senza compiere soste intermedie, impiega sei giorni per arrivare al Pacifico, attraversando 7 fusi orari.

La transiberiana, la più lunga ferrovia del mondo, di 9.300 Km, incontra popoli (russi, asiatici, caucasici, mongoli, cinesi) foreste, steppe, montagne, deserti. Trasporta viaggiatori e merci dalla stazione moscovita di Jaroslavskij fino a Vladivostok, ultima città prima del Mare del Giappone. Russia, Siberia, Mongolia, Cina: dal fiume Volga, il più lungo d’Europa coi suoi 3.531 Km , ai monti Urali, da Perm, Tjumen, dalle siberiane Kazan, Novosibirsk, Irkutsk , fino al lago Baikal, il più profondo del mondo, a Kabarovsk e a  Vladivostok, porto commerciale dell’estremo Oriente russo.

Da Ulan-Ude parte, poi, un braccio della Transiberiana che arriva a Pechino : la Transmongolica. Compaiono deserti e monti da Ulan Baator, capitale della Mongolia, attraverso il Gobi e le terre di Gengis Khan.

La foto è del sito www.metamondo.it

N. 49 La lingua russa di una nazione con 11 fusi orari diversi

29 Settembre 2013 Nessun commento

La lingua russa è parlata, secondo alcuni •, da circa 180 milioni di persone, come lingua madre, da circa 120 milioni, come seconda lingua, resistendo, come lingua veicolare, in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, nelle 14 repubbliche dell’ex-URSS, negli 83 soggetti federali presenti all’interno della Federazione Russa (lo stato più vasto del mondo per estensione territoriale ed il più diversificato sotto l’aspetto etno-linguistico). Secondo altri ♦, il russo è parlato,  come prima lingua da 160 milioni di persone e, come seconda lingua, da 110 milioni di persone.

La lingua russa, al quinto posto tra le lingue più parlate della terra, la quarta lingua più tradotta al mondo, è diffusa su un vasto territorio che si estende tra Europa ed Asia, con  11 fusi orari, con popoli di oltre 200 differenti etnie baltiche, caucasiche, germaniche, iraniche, manciù-tunguse, mongoliche, slave, turciche, ugro-finniche ….), distinte tra loro per origine, lingua, cultura, storia, tradizioni e religione (animismo, buddhismo, cattolicesimo, ebraismo, islam, ortodossia, sciamanesimo).                              

Fonti:• Elena Treu, Anche il russo spazia nel mondo, in  ”Europa vicina” n. 27 , marzo 2013,  www.europavicina.it .   ♦   www.wikipedia.it

N.46 Il ladino e le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO

15 Agosto 2013 2 commenti

La lingua ladina, ancor oggi parlata  in Trentino- Alto Adige, nelle valli della Ladinia dolomitica (val di Fassa, val Gardena, val Badia, Marebbe, Livinallongo, Cortina d’Ampezzo ), è una lingua romanza (v.post n.2) derivata da una trasformazione della lingua latina dei militari e mercanti romani, che unirono all’Impero Romano la Rezia, il Tirolo d’oggi (nel 15 a.C. Tiberio e Druso, figliastri di Augusto, si spingeranno fino al lago di Costanza e al Brennero).

Nel 550 d.C., dopo il crollo dell’Impero Romano, con l’arrivo dei Bavari, prevarrà la lingua germanica su quella derivata dalla colonizzazione romana, ma la lingua retoromanica ladina resisterà come minoranza linguistica delle Dolomiti fino ai nostri giorni.

Il ladino conserva tracce del lessico prelatino, dei dialetti tirolesi e alto italiani. Il ladino dolomitico (o ladino centrale) è la parte centrale di un sistema linguistico più vasto che comprende la zona del Canton Grigioni (Svizzera) ove si parla il romancio (o ladino occidentale) e la regione Friuli, con il friulano (o ladino orientale).

A Vigo di Fassa ha sede l’Istituto Culturale Ladino, dotato di una ricca biblioteca che tutela la cultura e  le tradizioni della valle.I Ladini sono il terzo gruppo linguistico della regione Trentino-Alto Adige, accanto al gruppo tedesco ed a quello italiano.

L’Italia è entrata a far parte dellUNESCO, nata nel 1945, nel 1948 e ha il maggior numero di beni inseriti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità, 49 siti tra culturali e naturali. 195 Stati fanno parte di quest’Agenzia dell’ONU.

Nel giugno 2009, 9 zone delle Dolomiti sono diventate patrimonio mondiale dell’Unesco: 1.Pelmo e Croda da lago, nella provincia di Belluno; 2.La Marmolada, tra la val di Fassa (TN) e la valle del Cordevole (BL); 3.LePale di S.Martino e le Dolomiti bellunesi; 4.Le Dolomiti friulane e d’oltre Piave; 5.le Dolomiti settentrionali tra BL e BZ; 6.In Alto Adige, Puez- Odle; 7. Lo Sciliar- Catinaccio, Latemar, tra BZ e TN; 8.Il Rio delle Foglie, a sud di BZ; 9.Le Dolomiti del Brenta. 

Le foto sono tratte dal sito www.dolomitiunesco.it.

Fonti: Beatrice Calamari “Fiemme e Fassa” Publinord (TN); Aldo Gorfer “Le valli del Trentino” , 1975, Manfrini Arti Grafiche Vallagarina ; www.istladin.net  ; www.dolomitiunesco.it ; http://www.unesco.it/cni/index.php/archivio-news/62-nuovi-stiti-nel-patrimonio-unesco