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Archivio per la categoria ‘Teatro’

N.85 Giacomo Puccini e Turandot

19 Dicembre 2014 Commenti chiusi

Compositore toscano (1858-1924), discendente da una famiglia di musicisti del 1700. Studiò all’Istituto musicale Pacini di Lucca, poi, nel 1880, al Conservatorio di Milano.

Le sue prime composizioni furono per organo, alcune musiche sacre, un Mottetto ed un Credo.

Ebbe il primo successo con Le Villi, opera fantastica, poi con l’Edgar. Seguirà Manon, ed altre opere che, tranne la Bohème e in un primo momento Butterfly, ebbero  tutte un esito favorevole in molti teatri del mondo.

P. seguì la tradizione dell’Ottocento, innovandola, con  originalità: la melodia era indirizzata da tutto il testo nella sua interezza e dal sentimento.

P. trattò diverse epoche: la fine del Duecento, l’ultimo periodo del Seicento, la seconda metà del Settecento (in Manon Lescaut), il 1830 (nella Bohème), la sua epoca (in Butterfly), con un po’ d’esotismo, con frammenti popolari, con una cantata, un madrigale, un minuetto.

Si occupò di tutti i generi: lirico (Manon, Bohème), drammatico- tragico (Tosca, Tabarro),  mistico (Suor Angelica) e comico (Gianni Schicchi).

Nel programma del 2015 del Teatro alla Scala di Milano verranno rappresentate la Tosca, la Bohème e la Turandot, in occasione dell’EXPO. Turandot è un’opera in 3 atti in cui la trama  narra di una bellissima  principessa della Cina (Turandot) nella quale si era incarnato lo spirito di una sua antenata violentata e uccisa. Da questo nasceva l’orrore di Turandot per gli uomini. L’Imperatore suo padre (Altoum) le fa però pressione affinché si sposi.  Turandot accetta di sposare solamente il giovane nobile che sarà in grado di sciogliere i tre enigmi da lei proposti: se fallirà, però, costui morirà. Calaf, principe dei Tartari, innamorato della principessa “bella di ghiaccio”, riesce a risolvere i tre  enigmi. Turandot è disperata e Calaf le propone, a sua volta, un enigma: se prima dell’alba la Principessa riuscirà a scoprire il suo nome, egli morirà, altrimenti diventerà il suo sposo. E così accade. Calaf rivela il suo nome, Turandot, inoltre, s’innamora a sua volta di lui ed accetta le nozze.
La partitura pucciniana è rimasta incompiuta a causa della prematura scomparsa di Puccini nel 1924.

 

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N.58 Zeami Motokiyo. Il teatro Nō

17 Gennaio 2014 Commenti chiusi

Zeami Motokiyo  (1363-1443 ) attore giapponese, autore di testi, per la forma di teatro  tuttora esistente, ne fissò  le regole estetiche in una serie di trattati  irreperibili per cinque secoli, scoperti fra il 1908 e il 1945, fra cui il Libro della trasmissione del fiore (1400-18), il Libro della via che conduce al fiore (1420) e il Libro della composizione dei nō (1423).Il teatro era danza mitica cerimoniale verso gli Dei, che si compiva all’interno dei recinti dei santuari shintō.

Il termine “Nō” indica “abilità”. Il teatro Nō fu la più classica forma teatrale giapponese, interpretata solo da attori uomini,  un dramma lirico danzato,  in cui gli attori hanno costumi sfarzosi, si muovono usando maschere, modulano la voce con musiche di sottofondo. Le innovazioni di Zeami relative alla scena la resero stilizzata e sobria e riguardarono anche il linguaggio verbale, gestuale, la musica.

Nel corso dei secoli le danze acquistarono carattere di puro intrattenimento profano. Il teatro Nō accolse le istanze del pensiero buddhista e caricò i gesti, i passi e la declamazione di significati profondi: storie di spiriti inquieti, sospesi fra il mondo degli uomini e l’aldilà, in un continuo dialogo tra loro. Sorsero poi le forme classiche del teatro della marionette jōruri, il kabuki. Dai racconti epici di guerrieri morti in preda all’ira, di principesse gelose, ai drammi domestici,  alle storie d’amore contrastato, tratte dalla cronaca. 

V.post n.30  sul teatro indiano kathakali,  del XVII secolo.

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N.43 L’Arcadia e Pietro Metastasio

2 Luglio 2013 Nessun commento

L’Accademia dell’Arcadia venne fondata nel 1690 a Roma, da un gruppo di letterati (G.V.Gravina, G.M. Crescimbeni….) che frequentavano il circolo letterario istituito dall’ex regina Cristina di Svezia, stabilitasi a Roma in quel periodo. Questi letterati promossero una restaurazione classicistica della poesia in nome della semplicità, ispirandosi soprattutto a Francesco Petrarca, Agnolo Poliziano, Lorenzo il Magnifico.

Arcadia era un’antica regione della Grecia, dove, secondo la tradizione letteraria, i pastori vivevano felici. L’Accademia, che si rifece ad essa nel nome, riprese i valori dell’aristocrazia intellettuale, attraverso gli strumenti artistici allora di moda: teatro, melodramma, commedia. Fu un fenomeno culturale utopistico che si tenne lontano da tutte le vicende che scossero l’Italia e l’Europa nella prima metà del 700. 

Il maggior rappresentante dell’Arcadia fu Pietro Metastasio (Pietro Trapassi).

Nacque a Roma nel 1698 da famiglia povera. Adottato ancora ragazzo da Gian Vincenzo Gravina (letterato dell’Arcadia), intraprese gli studi classici. Scrisse melodrammi. La sua fama divenne così vasta che la corte di Vienna gli offrì l’incarico di poeta cesareo.

Metastasio  volle dare dignità artistica ad un genere screditato presso gli intellettuali, il melodramma, in quanto caratterizzato da atteggiamenti farseschi (mescolanza di tragico e comico, scenografia eccessiva). (V. post n. 14). 

La riforma del melodramma comportò:- la distinzione tra poesia e musica, privilegiando la musica, come  commento della prima; – la creazione di un eroe (Enea, Tito…) che fosse la figura centrale delle opere e sacrificasse al dovere gli affetti e le passioni; – l’allontanamento  dagli estremi della tragedia e dalla rappresentazione realistica di vicende quotidiane.

Metastasio creò la commedia dolce-amara e anticipò, con le opere sentimentali, Carlo Goldoni (v. post. n.37), con quelle eroiche, Vittorio Alfieri. Morì a Vienna nel 1782. In quello stesso anno nacque a Genova Niccolò Paganini (v.post n.55).

Più tardi verso il finire del secolo XIX, la poesia in generale ebbe  un rinnovamento radicale  e la lingua librettistica (poesia per musica) ebbe varie modifiche. Da segnalare la collaborazione tra Verdi e Boito ( v.post n.40), con l’Otello e con Falstaff, ed infine con La Bohème di Puccini : il dialogo in scena cambiò. 

V.Post N. 70 I salotti culturali del 700, post n. 86 Le Accademie

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La foto  che ritrae Cristina di Svezia in età avanzata è di Jacob Ferdinand Voet ed è tratta dal sito www.wikipedia.it

Fonti: Enrico Galavotti,  www.homolaicus.it ; Stefano Telve,  Come la lingua cambiò aria, da Metastasio a Puccini, Magazine Treccani; L’Universale, Enciclopedia Universale Garzanti, 2003.

 

N.37 Goldoni, il Canaletto veneziano, brillante scrittore di commedie

5 Maggio 2013 Nessun commento

Nel post n.35 abbiamo trattato di un librettista, illuminista, veneto, vissuto tra 700 e 800. Ora parliamo di un altro famoso  letterato veneto dell’epoca, nato qualche decennio prima di Lorenzo Da Ponte (1749-1838): Carlo Goldoni (1707-1793).

Alla fine del XVI secolo, accanto alla commedia colta delle corti rinascimentali, la commedia dell’arte (v. post. n. 28) rispecchiava il gusto popolare, provocando risate grasse, prive di raffinatezza.

Nel secolo XVIII con Carlo Goldoni il teatro comico, invece, riacquistò dignità letteraria.

Goldoni, spirito vivace e inquieto, dopo gli studi accademici in giurisprudenza e un po’ di esercizio dell’avvocatura, si dedicò, invece, alla scrittura di testi teatrali ( già a otto anni compose la sua prima commedia, ma creò anche drammi ) e si unì, come poeta-autore, alle compagnie teatrali. Ebbe l’idea di scrivere in primo luogo la parte del protagonista, lasciando all’improvvisazione dei comici le altre parti. In un secondo tempo stese l’intero testo delle commedie, facendo recitare i personaggi anche nel suo amato, dolce dialetto veneziano. Trasformò la commedia dell’arte in commedia di carattere, di soggetto e d’ambiente, in cui i personaggi (non più le solite vecchie maschere) rappresentarono vari tipi d’uomini, specchi della nuova intraprendente borghesia, contrapposta alla nobiltà, in lenta decadenza.

Goldoni scrisse, da cronista attento e divertito, battute ricche di brio ed originalità, sostituendo al canovaccio il testo scritto, da imparare a memoria. E’ stato definito, infatti,” il Canaletto della penna”. Scrisse alcuni drammi per musica, libretti d’opera : v nel sito www.librettidopera.it , tra gli altri, Amor fa l’uomo cieco, e nel sito www.carlogoldoni.it un elenco più ampio.

Delle sue 150 commedie, tra le più antiche: La donna di garbo, Arlecchino servitore di due padroni, La vedova scaltra. Tra le altre, in ordine cronologico: La bottega del caffè, La serva amorosa, La locandiera, Il campiello, I rusteghi, Sior todero brontolon, Le baruffe chiozzotte, Il ventaglio, Il burbero benefico…..

Per approfondire v. sito http://www.letteraturaitaliana.net/autori/carlo_goldoni.html  in cui potete trovare anche i testi completi di qualche commedia. La foto è del sito  Visit Italy, Un romantico giro in gondola, magari anche leggendo le divertenti opere goldoniane. http://www.visititaly.it/vacanze/venezia/un-romantico-giro-in-gondola.aspx

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Com’è bella l’Italia  e quanti illustri, colti , impegnati personaggi da scoprire!

N.30 Kathakali, teatro indiano

18 Marzo 2013 Nessun commento

Il Kathakali è una forma di teatro rituale della tradizione religiosa indiana diffusa in India a partire dal XVII secolo nella regione meridionale del Kerala. E’ un insieme di diverse arti: canto, recitazione, musica, danza e mimo. Il canto indica la trama dello spettacolo, narrata solo attraverso la mimica degli attori. Sul palcoscenico, completamente spoglio, viene posta al centro della scena solo una lampada rituale in modo che lo spettacolo si trasformi in un viaggio in un altro mondo ove vivono divinità, eroi, mostri.

Kathakali significa letteralmente rappresentazione di storie.Il repertorio è tratto dai racconti tramandati nei due grandi cicli epici indiani, il Mahabharata e il Ramayana.

N.29 L’astronomia per ragazzi in 20 lingue. Teatro kamishibai

2 Marzo 2013 Nessun commento

Per stimolare i ragazzi alla conoscenza dell’astronomia nel sito http://www.unawe.org/kids/ 

Space Scoop, astronomy news service. The idea behind Space Scoop is to change the way science is often perceived by young children as outdated and dull subjects. By sharing exciting new astronomical discoveries with them, Space Scoop inspire children to develop an interest in science and technology.…

Le notizie possono essere lette in 20 lingue del mondo, 15 dell’Unione Europea. Tra le altre: arabo, cinese, indonesiano, inglese, islandese, italiano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, russo, sloveno, spagnolo, swahili, tedesco, tetum, turco, ucraino, vietnamita. Tra queste lo swahili e il tetum forse sono le lingue generalmente meno conosciute dal pubblico.

Tra le news astronomiche.…Dall’emisfero settentrionale Orione è una costellazione facilmente visibile a occhio nudo nelle sere d’inverno, vicina a Betelgeuse, la stella rosso-arancione che sta sopra alle tre stelline della famosa cintura d’Orione,…..

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Il teatro Kamishibai

Il termine Kamishibai deriva dalle parole kami ‘ carta’ e shibai ‘ teatro’: teatro di carta. Il kamishibai è una forma d’espressione tradizionale giapponese, una narrazione per immagini che si diffuse in Giappone tra gli anni 30- 50 del XX secolo come teatro di strada. E’  un teatrino di legno in cui un narratore fa scorrere alcuni disegni che illustrano una storia.

Fonte:    http://it.unawe.org/resources/education/kamishibai1/

 

N. 28 Le Compagnie dell’Arte. Le maschere del teatro

9 Febbraio 2013 Nessun commento

ArlecchinoNel Cinquecento i maggiori attori professionisti o semi-professionisti non erano a capo di loro compagnie, ma venivano scritturati per spettacoli determinati.

Le Compagnie dell’ Arte (arte nel senso di “professione teatrale”), I Gelosi o I Confidenti, loro rivali, I Fedeli, gli Uniti presentavano la struttura tipica dei “complessi” dell’Arte, costituiti attorno ad uno o più nuclei familiari, comprendenti 10-12 commedianti. Le origini della commedia dell’arte risalgono al Medioevo: essa rimase attiva fino a fine Settecento.

Ridotta la favola ad un semplice soggetto, scenario o o canovaccio, dopo qualche prova gli attori “improvvisavano” il dialogo, non inventando ogni volta ogni battuta, ma adattando al canovaccio, alla trama, alle reazioni del pubblico e al loro estro le espressioni comiche, gli scherzi, “memoria” di ogni attore: “prime uscite”, “commiati”, dichiarazioni d’amore in chiave petrarchesca, “disperazioni”, maledizioni paterne e lamenti di servitori affamati. Ciò implicava spesso da parte degli attori comici un’ampia informazione letteraria (e parecchi di loro, come gli Andreini, erano scrittori e poeti).

Il desiderio amoroso, l’avarizia, la fame e la paura venivano sceneggiati in combinazioni elementari ed intricate, divertenti per il ruolo che assumevano  sempre gli stessi personaggi, secondo una tipologia dei “caratteri” comici: il vecchio libidinoso e tirchio, il servo sciocco, il soldato spaccone, l’amante timido. Gli attori si specializzavano ciascuno nell’interpretazione di uno di questi ruoli, con straordinaria perizia nella voce, nei gesti e nella psicologia, e finivano per assumere una seconda natura (spesso, fuori dal teatro, gli attori più celebri erano chiamati col nome delle “maschere” da loro impersonate).

Semplificando dati spesso contraddittori, e cronologicamente ingarbugliati, possiamo dire che una Compagnia comprendeva di solito due “Vecchi“: il vecchio padrone Magnifico o Pantalone, che parlava veneziano, e il Dotto sputasentenze (Graziano, Balanzone), che si esprimeva in bolognese frammisto a spropositi in latino, con probabili intenzioni satiriche verso i mercanti veneti ed i giuristi dell’Università bolognese. Inoltre c’era un Capitano (Coccodrillo, Capitan Spaventa) per prender di mira la prepotenza e la vigliaccheria dei soldati occupanti, specialmente spagnoli; due Zanni o servi, che parlavano per lo più bergamasco, Brighella o Scapino o Beltrame (primo Zanni), o Trivellino (secondo Zanni); almeno due coppie di innamorati (Lelio, Florindo, Ottavio, Isabella, Beatrice) ed una servetta (Franceschina, Colombina, Corallina ).

Segue in Approfondimenti  http://ideabrillante.blog.tiscali.it/approfondimenti/?doing_wp_cron

Fonti:http://www.italica.rai.it/scheda.php?monografia=rinascimento&scheda=rinascimento_saggi_commedia_cinquecento_capitoli_lezion35 ,

Enciclopedia Universale Garzanti, Le Garzantine, Garzanti Libri s.p.a, 2012