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Archivio per la categoria ‘Internet’

N.63 Google, imprenditori italiani, informatici universitari

18 Marzo 2014 Nessun commento

Google , il  Dipartimento di Management dell’ Università Ca’ Foscari di Venezia e il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno creato www.eccellenzeindigitale.it ,  una piattaforma per fornire agli imprenditori idee  per utilizzare il web per sviluppare il proprio business e un sito ove proporre le storie di quegli imprenditori-artigiani che,  grazie anche a Internet, hanno aumentato la forza competitiva a livello Internazionale. 

Google , poi, in un altro settore, rivolto ai giovani, mette a disposizione delle borse di studio di 7.000 euro per studenti europei disabili iscritti alle facoltà di informatica triennale, magistrale o dottorato di ricerca, per l’anno accademico 2014-2015. Le borse di studio saranno assegnate valutando il valore del percorso di studi accademico e l’interesse appassionato  per la materia. ( http://www.google.com/studentswithdisabilities-europe/  )

N.22 La stenografia:un diverso linguaggio. Gli sms.

5 Gennaio 2013 7 commenti

La stenografia  ( dal greco στενός “stretto” e ɤραϕία “scrittura“; francese sténographie; spagnolo taquigrafía; tedesco Kurzschrift; inglese shorthand ) è un metodo di scrittura veloce tachigrafico, che impiega segni, abbreviazioni o simboli per rappresentare lettere, parole o frasi: nasce dal bisogno di poter scrivere alla velocità con la quale si parla.
Già utilizzata ai tempi di Senofonte, era sicuramente usata dai Romani. Marco Tullio Tirone, segretario di Cicerone, per trascrivere i discorsi di quest’ultimo, aveva inventato le “notae tironianae”, un sistema di circa 4.000 simboli che sostituivano le radici verbali o le lettere finali delle parole.
La stenografia moderna ha inizio verso la fine del XVI secolo e si sviluppa per circa due secoli con l’invenzione di diversi linguaggi,  il Taylor e il Pitman (di cui esiste anche un adattamento italiano, il Pitman-Francini), soprattutto in Inghilterra.
In tempi recenti si è diffuso il sistema inventato dal tedesco Franz Xaver Gabelsberger nel 1834 basato su tre principi: grafico, fonetico e linguistico-etimologico . Fu rapidamente adattato a molte lingue, tra cui l’italiano (nel 1863 da Enrico Carlo Noë).
Per interessamento di Camillo Benso conte di Cavour, la resocontazione stenografica fu introdotta nel 1848 nel Parlamento Subalpino. In Italia la stenografia è stata utilizzata fino al 2000 nella resocontazione parlamentare per verbalizzare le Assemblee della Camera dei Deputati (in cui il resoconto sommario vi è dal 1879), mentre al Senato si utilizza la stenotipia (in cui il resoconto sommario vi è dal 1882).

Le physicien Claude Chappe (1763-1805) inventa,  dans 1791, le télégraphe : un système de bras articulés dont les différents positions figuraient les lettres de l’alphabet.  Ecrire au loin, mais écrire vite: c’est la tachygraphie ou la sténographie ( du grec Ταχúς, «rapide», ou sténo, «serré» ).  Beaucoup d’années plus tard, afin de transmettre des messages à ses clients, un opérateur téléphonique inventa, en 1992, le Short Message Service  (SMS), désignant, ensuite, par métonymie, le message écrit transmis.  Cette invention, à usage commercial, fu dépassée par son succès: les personnes commencèrent à s’envoyer des messages écrits pour dire tout.

Le SMS écrit à la fois au loin et vite, comme la sténographie.  Aujourd’hui chaque téléphone portable est un télégraphe portable en puissance.   La phonétisation et la compression des mots découlent de la volonté d’écrire vite et court.
Les notes tyroniennes (Tyron a perfectionné la stènographie en 63 avant J.C.) ont été en usage en tout l’empire romain.
On écrivait en notes: une  seule lettre  exprimait tout un mot. Le système de tachygraphie o sténographie antique consistait soit en abréviations, soit en signes tout à fait spéciaux: par exemple “C” signifiait “Caius”,” S.P.Q.R.” signifiait  “senatus populusque romanus”.  Les notes de Tyron restèrent en usage mille ans.
En 1880 les premiers utilisateurs professionnels de la sténographie furent dans les milieux journalistiques et judiciaires. Dans le XIX siècle les sténographes hommes entrèrent dans les bureaux. Au début du XX siècle les sténographes furent des femmes, généralement de la moyenne bourgeoisie.   En 1910 le dictaphone faira concurrence aux belles sténo-dactylographes.

Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Stenografia.
Dossier sms. L’invention de la sténographie. Vite, vite, Laetitia Bianchi 

http://www.le-tigre.net/Ouverture-du-dossier-L-ecriture.html

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Per collegamenti tra post di questo blog:

v.post n.27  Alla scoperta delle parole: telegrafo, dittafono, fonografo…. http://ideabrillante.blog.tiscali.it/2013/02/04/n-27-alla-scop…a-delle-parole

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N.13/2 La lingua marinaresca e un po’ di Internet. 2a Parte

18 Novembre 2012 Nessun commento

(Continuazione del  post n.13)

Nell’Ottocento e Novecento si  catalogò il lessico marinaresco. Ecco apparire dizionari  plurilingui, come il Vocabolario di marina in tre lingue (italiano, francese, inglese) di Simeone Stratico (1813-1814), il Dizionario di marineria militare italiano-francese e francese-italiano di Domenico Parrilli (1846-1847).

Tra quelli monolingui, il Vocabolario marino e militare del 1889 del padre domenicano Alberto Guglielmotti ed il Vocabolario nautico italiano di Francesco Corazzini (1900-1907). Guglielminotti volle fornire alla marineria italiana una terminologia tecnica unica, omogenea, possibilmente libera da elementi stranieri .
Nel 1937  il Dizionario di marina medievale e moderno dell’Accademia d’Italia, diretto da Giulio Bertoni, sottolineò la natura  interdisciplinare del lessico marinaresco italiano, ricco di vocaboli desunti dalla matematica alla fisica, dall’astronomia all’idraulica, alla geografia.. e da diversi dialetti.
Ancor oggi tali caratteri di varietà interdisciplinare e di policromia dialettale caratterizzano l’ italiano della marineria.
Nel Novecento la terminologia nautica venne impiegata per descrivere, con estensione del significato originario, le nuove tecniche dell’aeronautica e, poi, dell’esplorazione spaziale.
Travasi di termini nautici si sono poi avuti nel linguaggio automobilistico (ancora pilota, navigatore, plancia…..),  e nella lingua comune,  in parallelo con quanto accaduto nell’inglese contemporaneo, per la terminologia legata ad Internet.  Ciò ha ulteriormente ampliato l’ estensione semantica di parole già comuni come navigare, barra..usate in senso metaforico.
Un caso particolare di adozione di termini inglesi marinareschi è quello del termine blog “sito web personale nel quale si esprimono  opinioni dell’autore e dei visitatori del sito stesso”, formato da (we)b “rete” e log “diario di bordo”. Log da “pezzo di legno” è passato, in inglese, prima a designare il solcometro, strumento impiegato per misurare la velocità dei navigli (con questo significato è impiegato anche nella marina mercantile italiana tra Settecento- Ottocento)e , poi, il quaderno compilato durante la navigazione.

Fonte: Lorenzo Tomasin, Lingua della marineria, Enciclopedia dell’italiano,
http://www.treccani.it/enciclopedia/lingua-della-marineria_(Enciclopedia-dell’Italiano)/

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Alcune parole del mare di oggi
Com’è ricca la nostra lingua di significati!
Alcuni termini ne hanno, oltre a quello proprio del vocabolario tecnico del mare, anche uno o svariati altri .
Balbettare  significa articolare male le sillabe, parlare a tratti e con frequenti ripetizioni, inceppandosi, per cause fisiche o psicologiche.
MA ANCHE: termine usato per definire quando la vela è percossa dal vento nel filo, cioè batte e fileggia (Guglielmotti). Oggi è più diffuso fileggiare.
Barbetta  non è solo, nel linguaggio comune, la barba tenuta corta, ma ANCHE  indica, nel linguaggio marinaresco, il cavo o cavetto, generalmente lungo una ventina di metri, fissato a prora di un’imbarcazione, che serve per farsi rimorchiare o per ormeggiarsi (se fissato a poppa si chiama codetta). In senso figurato, dare barbetta, navigare a velocità superiore di quella di un’altra nave, lasciandola di poppa (quasi a dire che sarebbe possibile prenderla a rimorchio).
Bigotta   è un aggettivo che definisce la persona che mostra zelo esagerato più nelle pratiche esterne che nello spirito della religione, osservando con ostentazione e pignoleria tutte le regole del culto , ma ANCHE sostantivo che indica l’oggetto che serve per il passaggio di una corda, ma senza rotelle. E’ di legno duro, a forma sferoidale schiacciata, ha nel mezzo, in senso normale alle fibre, tre o quattro fori scanalati.
Buttafuori  è un termine che definisce la persona, solitamente robusta e muscolosa, che in alcuni locali notturni ha l’incarico di allontanare i clienti rissosi o molesti, ma ANCHE definisce l’asta che, appoggiata con un’estremità ad un punto fermo, serve a spiegare in fuori una vela, oppure ad offrire un punto d’appoggio o di passaggio a una manovra dormiente o corrente, affinché abbia la direzione più efficace per il suo scopo.

Fonte: www.sullacrestadellonda.it, www.treccani.it/vocabolario

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Queste sono solo alcune delle espressioni tecniche di chi naviga: è un incentivo ad ampliare la nostra intelligenza verbale (v.post  n. 3 in questo blog su Tony Buzan e le mappe mentali, di 22 ottobre 2012  http://ideabrillante.blog.tiscali.it/wp-admin/post.php?post=20&action=edit&doing_wp_cron   ), anche divertendoci, perché,  se si pensa al mare, ai colori del cielo e delle acque pulite…si vola con la fantasia e la mente in paesaggi di sole e relax!

N.5 Jacovitti, Hugo Pratt. I fumetti. Plurilinguismo

24 Ottobre 2012 Nessun commento

Verso gli Anni Sessanta le riviste di fumetti “impegnati” con contenuti “intellettuali”, una grafica accurata, come i Peanuts di Charles Monroe Schulz (Charlie Brown e gli amici Snoopy, Linus, Lucy), venivano tradotte anche in italiano . L’americano Schulz (1923-2000) disegnò le sue divertenti “strisce” satiriche , basate su fatti di vita quotidiana, per quasi cinquant’anni. I dialoghi furono semplici, sintetici, ricchi di leggerezza infantile, con battute ponderate, idonee a smascherare le debolezze e i luoghi  comuni degli adulti.

In Italia, Benito Jacovitti (1923 – 1997) collaborò, negli Anni Cinquanta, col giornale per ragazzi Il Vittorioso, col Corriere dei piccoli, col Giorno, e divenne famoso per l’ideazione del personaggio di Cocco Bill (1957).

Lavorando in Argentina e, poi, nel nostro Paese, Hugo Pratt ( 1927 -  1995) propose vari soggetti. Le sue strisce, le opere grafiche ed acquarelli furono esposti nei più importanti Musei, Grand Palais, Pinacothéque di Parigi, Vittoriano di Roma, Ca’ Pesaro a Venezia, Santa Maria della Scala a Siena.

Pratt lesse avidamente i libri di James Oliver Curwood, Zane Gray, Kenneth Roberts. Scoprì i primi fumetti di avventura americani, “Terry e i pirati” di Milton Caniff. A Venezia, nel 1945, partecipò, con un gruppo di amici, alla realizzazione di una rivista di fumetti, l’Asso di Picche. Iniziò, allora, ufficialmente, la sua carriera di disegnatore.

 Le sue opere furono pubblicate sul Corriere dei Piccoli. Alcuni suoi racconti furono ambientati nei Mari del Sud, nella laguna veneta, in Mongolia, in Etiopia, nel Nord est del Brasile,…. Alcuni dei suoi personaggi furono  Morgan nel 1995, Anna Livingston  e il marinaio Tipperary O’Hara di “Anna nella giungla”, l’ufficiale Koiinsky de “Gli scorpioni del deserto”….Nel 1967 Hugo Pratt incontrò Florenzo Ivaldi, con cui lanciò un mensile “Sgt. Kirk” per presentare al pubblico italiano anche la propria produzione argentina. Nel primo numero di questa rivista comparvero nove tavole di una nuova storia “Una ballata del mare salato” in cui esordì il personaggio di Corto Maltese, marinaio avventuriero romantico, ma anche ironico.

Dal 1971 venne considerato come uno dei più importanti autori del mondo di fumetti.  Per l’editore Bonelli creò quattro storie per la serie “Un uomo un’avventura”: “L’uomo del Sertão”, “L’uomo della Somalia”, “L’uomo dei Caraibi” e “L’uomo del Grande Nord”. Nel 1988 pubblicò “Mû”, l’ultima avventura di Corto Maltese, sull’omonima rivista Rizzoli. Nel 1994 fondò a Roma, con Patrizia Zanotti sua collaboratrice, la casa editrice Lizard che attualmente edita le sue opere.

Pratt espresse la sua fantasia anche in campo pubblicitario, fu un appassionato lettore (nella sua casa in Svizzera ebbe oltre 30.000 volumi) e anche nelle sue storie le citazioni di libri furono presenti.Riuscì, secondo alcuni, a rendere il mondo del romanzo a fumetti una forma d’arte.

Da luglio 2012 Rizzoli Lizard pubblica in digitale app per iPad  dell’intera serie dei 29 fumetti di Corto Maltese.

Analizzando il lessico, la comicità del genere fumetto passò soprattutto attraverso l’invenzione linguistica, p.es. in Sturmtruppen di Bonvi, 1969, con gustose mescolanze maccheroniche italo-tedesche. Meno ripetitive, più raffinate furono le battute di Asterix, di René Goscinny e Albert Uderzo, ove si ideò un divertente accostamento di espressioni moderne a nomi e contesti antico-romani (v. post n.34).
Il plurilinguismo fu un ingrediente fondamentale sia di fumetti d’ambientazione western, Tex Willer, di Gianluigi (e poi Sergio) Bonelli, 1948, caratterizzato da ispanismi, sia , in modo più accentuato, delle storie di Corto Maltese di Hugo Pratt.

I giovani sono i destinatari dei fumetti,   ma anche gli adulti si dimostrano  interessati al genere del graphic novel, romanzo a fumetti, inaugurato nel 1978 con A Contract with God di Will Eisner.

Fonti: inter@lia , giugno  2003 C. Breddy Buda – Hugo Pratt, Dalle nuvole parlanti alla letteratura disegnata, http://ec.europa.eu/translation/italian/magazine/documents/issue25_it.pdf,

http://cortomaltese.com/it/about-the-author/, .http://cortomaltese.com/it/characters/,………http://cortomaltese.com/it/history/,

Fabio Rossi, Linguaggio dei fumetti, http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggio-dei-fumetti_(Enciclopedia-dell’Italiano)/

Silvia Morgana,  Stabile,convenzionale, mimetico: il teatro del fumetto
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/fumetti/Morgana.html

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Che cosa ne dici caro navigatore?                                                                                                                                           

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