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N. 102 La lettura rende felici. L’invio di mail produce anidride carbonica

28 Dicembre 2015 Commenti chiusi

 La ricerca svolta dal Cesmer/Università Roma3  segnala:

1) i lettori sono complessivamente più felici dei non lettori

2) i lettori provano emozioni positive più frequentemente dei non lettori

3) i lettori provano emozioni negative meno spesso dei non lettori

4) i lettori sono più soddisfatti di come impiegano il loro tempo libero rispetto ai non lettori

5) leggere supera le altre attività  praticate nel tempo libero (ascolto della musica, lettura di giornali, pratica di sport..) come attività preferita

6) la lettura è al quarto posto fra le attività del tempo libero che danno felicità

7) famiglia e insegnanti sono fondamentali nell’educazione alla lettura 

Chi legge è più capace di affrontare le emozioni negative, dotato di più strumenti cognitivi per capire

Cambiando argomento ……Parliamo di tutela ambientale…..Manteniamo il pianeta poco inquinato …….Per uno stile di vita salubre, usiamo poco la posta elettronica

 Spedire una mail da 1 Megabyte (p.es.con allegata una foto) produce circa 19 grammi di CO2, anidride carbonica, uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra,  per il consumo di energia elettrica del computer da cui si scrive il messaggio e di tutti i computer coinvolti nella spedizione e nella consegna,  almeno 10.

Versi d’autrice da riscoprire

12 Dicembre 2015 Commenti chiusi

 

La danza della neve

Sui campi e sulle strade

silenziosa e lieve

volteggiando, la neve

cade.

Danza la falda bianca

nell’ampio ciel scherzosa,

poi sul terren si posa

stanca.

In mille immote forme

sui tetti e sui camini,

sui cippi e sui giardini

dorme.

Tutto d’intorno è pace;

chiuso in oblio profondo,

indifferente il mondo

tace. 

Ada Negri  (1870-1945)    V.Post n. 105

 


Versi d’autore da riscoprire

8 Novembre 2015 Commenti chiusi

Novembre

Gemmea l’aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l’odorino amaro

senti nel cuore.

(Omissis)

1891

Giovanni Pascoli (1855-1912)

Credette Cimabue tener lo campo e Giotto ha il grido

8 Novembre 2015 Commenti chiusi

…Così ha tolto l’uno a l’altro Guido  la gloria de la lingua e forse è nato chi l’uno e l’altro caccerà dal nido

 Guido Cavalcanti prevalse su Guido Guinizzelli nell’uso della lingua volgare  e Dante  si augura forse di superarli entrambi in quanto sia lui che Giotto di Bondone  nella poesia e nelle arti figurative erano uomini di  talento….

V. in Assaggi di testi

N.101 Terre rare

27 Ottobre 2015 Commenti chiusi

Le terre rare sono sostanze chimiche ( come scandio, ittrio e i lantanoidipresenti nelle apparecchiature elettroniche, di cui solo l’1% viene recuperato. Si può intervenire con la biometallurgia e idrometallurgia.

Su 12 kg ogni anno per abitante, solo 4 kg  vengono riciclati correttamente.

Degli altri 8 kg,  2 sono abbandonati dove capita, 2 sono esportati illegalmente (di solito in Africa) e altri 4 vengono smaltiti secondo standard più bassi rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente.

Rispetto agli altri Stati europei l’Italia non è all’avanguardia dal punto di vista culturale ed amministrativo. Nel Sud Italia mancano isole ecologiche per  raccogliere i raee  (rifiuti di apparecchiature elettriche elettroniche). In Europa (tranne in Svezia, unico Paese Modello) un quarto dei rifiuti elettronici viene esportato illegalmente e negli Usa solo il 10%-15% è recuperato correttamente, oltre il 50%  va  in Africa e India soprattutto, ma anche in Sudamerica.

 480 mila tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno non vengono gestiti correttamente. 

N.100 Storia di qualcuna delle 34 Expo

10 Ottobre 2015 Commenti chiusi

Nel 1928  l’Ufficio Internazionale delle Esposizioni (BIE) stabilì che le esposizioni universali dovevano tenersi ogni 5 anni , che  dovevano occuparsi di temi più generali e di interesse mondiale, mentre quelle internazionali di temi  particolari, attinenti alla vita comune.  Un’esposizione poteva durare da almeno 6 mesi (esposizioni universali) ad un minimo di 3 mesi (esposizioni internazionali).

Alla prima Expo, che ebbe luogo a Londra, nel 1851 l’Italia non partecipò, in quanto non esisteva ancora come Stato. Parteciparono  il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio.

Nel 1906 Expo si tenne in Italia, a Milano, come nel 2015. L’Acquario è un’opera rimasta, unico padiglione del Parco Sempione non  smantellato.

I francesi, a Parigi, ebbero la manifestazione, giunta al terzo appuntamento, nel 1855, poi, nel 1867 ed in seguito, in quella del 1889,  ultimarono la Torre Eiffel che non venne , a fine manifestazione, mai più smontata, come, invece, era previsto. Nel 1900  e nel 1937 ancora Expo tornò a Parigi.

Nel 1876  gli Stati Uniti organizzaranno la manifestazione a Philadelphia prima , poi, nel 1893 a Chicago.

Nel 1880 toccherà all’Australia a Melbourne  e alla Spagna nel 1888 a Barcellona  e nel 1992  a Siviglia.

Nel 1958 l’Expo di Bruxelles  permetterà di costruire tra l’altro l’Atomium che rappresenterà i nove atomi del cristallo di ferro.

Expo fu  in Germania ad Hannover nel 2000, ad Osaka in Giappone nel 1970, in Cina a Shangai nel 2010 si raggiunse il record di più di 73 milioni di visitatori.

Nel 2017 si terrà in Kazakistan l’ Expo Internazionale, mentre nel 2020 si terrà a Dubai negli Emirati Arabi l’Expo Universale.

V.POST N.93  su Milano, sede Expo 2015

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Versi d’autore da riscoprire

1 Ottobre 2015 Commenti chiusi

Sera d’ottobre

Venne la sera ed abbuiò le strade.

Stridule, qua e là, di più colori

correan le foglie….  ……   (omissis)

1891

Giovanni Pascoli (1855- 1912)

N.99 Il naviglio grande di Milano

19 Settembre 2015 Commenti chiusi

Il primo grande canale d’Europa, iniziato nel 1177 e divenuto navigabile nel 1272, prendendo le acque dal fiume Ticino, collegava Milano con il Lago Maggiore e la Svizzera, permetteva il trasporto in città di ogni tipo di merce, dai generi alimentari alle materie prime ( carbone e legna)  e , in senso inverso, portava a nord per la vendita ferro, grano, riso, sale.

Nasceva  a Tornavento, in  Lonate Pozzolo (Va) e, dopo circa 50 km, terminava nella darsena di Porta Ticinese a Milano. Permise il trasporto dei marmi per la costruzione del Duomo.

Gli altri navigli di Milano, il Pavese, della Martesana, di Paderno, di Bereguardo vennero creati in epoche successive ed hanno una  lunghezza minore.

Categorie:Curiosità, Geografia Tag:

N. 98 Van Eyck e la pittura a olio

27 Agosto 2015 Commenti chiusi

La tecnica del colore a olio, accanto all’uso della tempera, nel Quattrocento fu perfezionata dal pittore fiammingo Jan Van Eyck (1390-1441): essa creava effetti di luce  unici in quanto si potevano sovrapporre successive velature ai colori che si asciugavano molto lentamente e i  vari strati di colore traslucidi rendevano le figure brillanti.

Nell’Agnello mistico e nelle opere fiamminghe in generale, lo spettatore sembra ricompreso illusoriamente nella rappresentazione, per l’uso di una linea di prospettiva dell’orizzonte più alta, che rende il dipinto “avvolgente”, come se stesse per rovesciarsi sull’osservatore.

Vennero usate inoltre più fonti luminose, che crearono  ombre e  riflessi, definendo le diverse superfici dei tessuti, dei gioielli, degli elementi vegetali, del cielo .

La maggior parte delle informazioni sul polittico dell’Agnello mistico deriva dall’iscrizione sulla cornice e da qualche riscontro. Sull’iscrizione si indica che il quadro fu iniziato dal pittore Hubert van Eyck (1366 – 1426), di cui si hanno pochissime notizie, e fu completato dal fratello Jan. Alcune lettere in rosso, se lette come cifre romane, compongono la data del 1432. Tra il 1426 e il 1432 Jan lavorò sul polittico.

Dalla lastra tombale di Hubert, nell’Abbazia di San Bavone a Gand, si desume la data di morte del 1426, ma è impossibile  distinguere nel polittico la sua mano  da quella di Jan, che invece è ben documentata.

Nell’Agnello mistico la monumentalità delle figure della parte superiore del quadro contrasta con i paesaggi  ricchi di figure della parte inferiore dello stesso.

Nel complesso non si notano disomogeneità molto evidenti: i colori, la luce e gli spazi risultano uniformi

Categorie:Pittura Tag: ,

N.97 La prospettiva

24 Luglio 2015 Commenti chiusi

Filippo Brunelleschi (1377 – 1446 ) definì la prospettiva, ovvero la scienza che si occupa di rappresentare  lo spazio tramite procedimenti geometrici e tecniche pittoriche. B. fondò la prospettiva lineare o artificiale secondo costruzioni scientifiche, forse già note, ma di cui egli fece una mirabile sintesi.
La sua conoscenza di procedimenti matematici, geometrici, ottici gli permise, verso il 1413,di dipingere in prospettiva, su una tavoletta, il Battistero di S. Giovanni a Firenze.
Nel 1475 Antonio Manetti, biografo di Brunelleschi, racconta l’episodio.
Altrettanto fece con una seconda tavoletta, realizzata in Piazza della Signoria, con la vista di Palazzo Vecchio e della Loggia dei Lanzi.
Giorgio Vasari (1511 – 1574) riferisce che nell’invenzione della prospettiva Brunelleschi trovò un modo per costruirla, disegnandola per mezzo della pianta e del prospetto e per intersecazione.
In precedenza Giotto di Bondone (1267 circa – 1337), alias Giotto usò le tecniche prospettiche; anche Donato di Niccolò di Betto Bardi (1386 –1466) alias Donatello e Paolo di Dono, ovvero Paolo Doni, detto Paolo Uccello (1397 – 1475) utilizzarono in modo eccellente questa tecnica.

N.96 I batteri

25 Giugno 2015 Commenti chiusi

Il termine battèrio   deriva dal greco βακτήριον, «bastoncino».

I batteri sono microrganismi unicellulari di natura vegetale di varie forme, anche strette e lunghe, sottili come bastoncini. Possono far sorgere malattie (p.es. la zecca infestata da un batterio lo rilascia nell’uomo o in un animale, facendo sorgere in essi  la malattia di Lyme o borreliosi), compiono la degradazione delle spoglie di animali e  piante, contribuiscono al ciclo naturale dell’azoto, del carbonio, del ferro, dell’idrogeno, dell’ossigeno, dello zolfo, producono gli antibiotici,  fanno fermentare  latte, orzo, vino

La flora batterica intestinale ricomprende  circa 500 specie diverse di batteri “ simbionti”, che  vivono, cioè, insieme agli uomini in reciproco beneficio, riproducendosi liberamente nell’ intestino umano, e che anche svolgono funzioni essenziali per il nostro benessere, come il supporto alla digestione nella fase di assorbimento dei nutrienti, la difesa da altri microrganismi potenzialmente nocivi che penetrano nel nostro corpo attraverso gli alimenti che mangiamo .

N.95 Biomassa

13 Giugno 2015 Commenti chiusi

 Le centrali a biomasse sono  1) a biomasse solide (legno, paglia, ecc.),   con forno di combustione della biomassa solida, caldaia che alimenta una turbina a vapore e un generatore. b) a biomasse liquide (oli  palma, girasole, soia.) alimentate da biomasse liquide, costituite da motori con generatori . c) a biogas ottenuto da digestione anaerobica (utilizzando letame, residui organici, mais o altro).

Le centrali a biomasse funzionano per combustione: a temperature che superano gli 800°C trasformano la materia delle biomasse (solide o liquide) in energia sotto forma di calore, che alimenta una caldaia che può fornire riscaldamento  o produrre il vapore necessario per azionare una turbina e produrre energia elettrica. 

Le centrali a biogas si basano su di un processo di fermentazione-digestione-metanizzazione: trasformano la materia attraverso la “digestione anaerobica” che, in assenza d’aria e per mezzo di batteri che si nutrono della sostanza organica, producono gas/metano e digestato (un rifiuto).  Il gas che proviene dalle vasche di fermentazione viene immesso in centrali a gas, con motori con potenza solitamente inferiore a 1MW elettrico, dove per mezzo della combustione produce energia elettrica e calore

V. Post n.90

N.94 Samantha Cristoforetti dallo spazio ha sperimentato

20 Maggio 2015 Nessun commento


Su http://avamposto42.esa.int l’astronauta italiana ha tenuto contatti via mail,  tramite  Internet, con chi dalla terra voleva scriverle e  un diario di bordo sulla sua attività nella Stazione Spaziale Internazionale nello spazio. Ha anche letto versi di Dante Alighieri, del 1 Canto del Paradiso, della Divina Commedia, per festeggiare, nel 2015, i 750 anni dalla nascita del poeta (1265): La gloria di colui che tutto move / per l’universo penetra e risplende / in una parte più e meno altrove./ Nel ciel che più de la sua luce prende/ fu’ io, e vidi cose che ridire / né sa, né può chi di là su discende;/ perché appressando sé al suo disire,/ nostro intelletto si profonda tanto,/ che dietro la memoria non può ire…..

Tra le sperimentazioni scientifiche effettuate Drain Brain è stato  un esperimento sviluppato dal prof. Paolo Zamboni del Centro Malattie Vascolari dell’Università degli Studi di Ferrara per studiare la fisiologia del cervello e la circolazione cerebrale: indossando alcuni collari al collo, al braccio e alla gamba, Samantha Cristoforetti ha eseguito alcune respirazioni  rimanendo ferma, o aprendo e chiudendo una  mano o una caviglia.

V. Post N.74  e N. 44  Luca Parmitano e l’ISS (International Space Station)


N.93 Milano, sede di Expo 2015

11 Maggio 2015 Nessun commento

Milano divenne cristiana all’inizio del II secolo, fu sede di Vescovi,  con Ambrogio e di Imperatori, con Teodosio.

Fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente dal 383 al 404.

Nei secoli XI-XII, in età comunale, si susseguirono lotte tra il  Papato e l’Impero.

Federico I, detto il Barbarossa, distrusse Milano nel 1162.

Nel 1167 la Lega dei Comuni sconfisse il Barbarossa a Legnano.

Dal 1535 al 1706 la città lombarda fu sotto la dominazione spagnola.

Poi  dal 1707   sotto quella austriaca.

Nel 1796, abbandonata dagli Austriaci, passò a Napoleone,  accolto dai milanesi con entusiasmo.

Divenne Repubblica Cisalpina nel 1797 e fu autonoma in ambito amministrativo. Divenne capitale della Repubblica Italiana nel 1802 e del Regno italico nel 1805.

Ancora  sotto i Francesi e poi gli Austriaci fino al 1848.

I milanesi, nelle 5 giornate di Milano del 1848, si liberarono da soli degli Austriaci e spinsero i popoli della  penisola a muoversi per ottenere l’unità d’Italia.

Seguirono i moti del 1853 e il governo dell’Arciduca Massimiliano.

Con l’inizio del secolo XX divenne centro della grande industria italiana.

V. Post n. 100

 

N.92 Dagli stracci al foglio di carta: le cartiere scaligere e Fabriano

11 Aprile 2015 Commenti chiusi

La carta in Italia nasce a Fabriano, nelle Marche, nel 1264.

   Il Gruppo Fedrigoni- Medioli di Verona, sorto nel settore industriale nel 1888, con 11 stabilimenti, di cui 9 in Italia,  produce 500 tipi di carta, tra cui quella per banconote, per la quale è leader mondiale.

  Nel  2002 Fedrigoni Medioli ha acquistato  dal Poligrafico e Zecca dello Stato, le Cartiere Miliani e lo storico marchio Fabriano.  

  La lavorazione, che dura 24 ore su 24, è innovativa: dalla triturazione di stracci all’ottenimento della pasta di cellulosa di eucalipto, dalla raffinazione alle tele di fabbricazione, alle presse, alla calandratura (che distende la carta in forma di fogli), fino all’essicazione.

Scrivere

2 Aprile 2015 Nessun commento

Scrivere è  qualcosa che nasce dal profondo e che vuole uscire, anche se nessuno apprezza il tuo sforzo o vuole versare un corrispettivo per leggere le tue opere.

Un libro è come un giardino: beato chi lo sa coltivare e fortunato chi taglia le sue rose per nutrire la sua anima e quella dei suoi lettori.

N.91 Pietro Bembo

20 Marzo 2015 Commenti chiusi

Le opere  di Pietro Bembo (1470-1547) letterato , politico, uomo di chiesa, sono state considerate per molto tempo  capolavori del Rinascimento italiano, lette e ristampate nei secoli. Bembo da giovane intraprese la carriera politica nella Serenissima, studiò la poesia, i classici, poi filosofia.Nel 1497 seguì il padre, ambasciatore della Serenissima presso gli Estensi, a Ferrara, uno dei centri più famosi della cultura europea, ove divenne amico, tra gli altri, di Ludovico Ariosto. Scrisse Gli Asolani, in prosa e in rima, sulla natura dell’amore. Nel 1501 e nel 1502 si occupò, come curatore, di rivalorizzare il Canzoniere di Petrarca e la Commedia di Dante, accantonando le versioni del 400, caratterizzate da espressioni dialettali . I  testi da lui approntati,  con sottile analisi formale e profonda conoscenza della antica lingua toscana,  ebbero qualche opposizione, ma fecero scuola: per più di due secoli Dante e Petrarca furono ristampati e letti nella lezione bembiana. Iniziò la stesura della Prose della volgare lingua, completata nel 1524 . Nel 1506 si traferì ad Urbino ove entrò nei ranghi ecclesiastici e conobbe Cesare Gonzaga e Baldassarre Castiglione. Nel 1513 a Roma fu nominato da Papa Leone X segretario ai Brevi Apostolici, poi ambasciatore di Venezia. Nel 1530 pubblicò le Rime. La Serenissima lo assunse come storiografo e bibliotecario della Repubblica. Nel 1538 fu consacrato sacerdote e disse messa per la prima volta 70 anni.

V.Approfondimenti

N.90 Biogas e biometano nel nostro futuro

1 Marzo 2015 Commenti chiusi

Circa il 30% dei rifiuti organici è costituito da scarti alimentari e da frazione verde  (potature, sfalci ) che possono essere  riciclati in  impianti per ottenere compost, materiale organico per integrare le caratteristiche del suolo .

Non tutti i rifiuti, però, possono essere riciclati.

La termovalorizzazione, preferibile all’utilizzo delle discariche, è la fase conclusiva per l’ impiego di materiali non riciclabili e serve per produrre energia, risparmiando su altri combustibili.

Nei termovalorizzatori i rifiuti vengono bruciati ad alta temperatura, producendo calore, trasformabile in energia elettrica o termica.

Le normative europea e nazionale prevedono che lo smaltimento in discarica sia residuale nella gestione dei rifiuti. Le discariche immettono nel suolo sostanze pericolose, le sostanze putrescibili causano odori sgradevoli che, inoltre, liberano in atmosfera il biogas, una miscela di gas, tra cui principalmente il metano, prodotti dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno.

Il biogas, se non  viene intercettato adeguatamente,  costituisce, con l’anidride carbonica, una concausa dell’aumento dell’effetto serra. Impiegando, però, sostanze organiche (biomasse)ottenute da deiezioni di animali, scarti agro-industriali, di macellazione, da fanghi di depurazione, dai residui di colture, tipo il mais, si produce biogas “utile”.

L’Italia, con oltre 1300 impianti di aziende agricole associate, è il terzo produttore al mondo di biogas (dietro alla Germania ed alla Cina). Il biogas, se bruciato in cogeneratori, crea energia elettrica (il 10% dell’ energia elettrica italiana da fonti rinnovabili viene dal biogas) o, se bruciato in caldaia direttamente, genera energia termica. Dal biogas si può ottenere biometano, un biocarburante avanzato usabile come il metano, anche per i trasporti elettrici e come semilavorato per le industrie chimiche verdi.Nel 2020 nella UE gli Stati dovranno raggiungere infatti almeno il 10% di energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

V.Post n. 95

 

N. 89 La fibra d’arancia è riciclabile come isolante innovativo

21 Febbraio 2015 Commenti chiusi

La fibra d’arancia, un residuo della potatura di questo frutto, macinata e miscelata con polipropilene, migliora le prestazioni acustiche dell’intonaco del 150% secondo i ricercatori e scienziati dell’Università di Valencia e di Girona, in Spagna.

Due piastre in fibra d’arancia, unite ad uno strato d’isolante in lana di pecora, meccanicamente sono state testate e sono risultate più isolanti del cartongesso.

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V.post n.66 su Grafene, post  n.57 su Lana sucida usata come fertilizzante

N.88 Modigliani e Boldini:un toscano ed un emiliano, pittori dei secoli XIX e XX

15 Febbraio 2015 Commenti chiusi

Il livornese Amedeo Modigliani (1884-1920) ed il ferrarese  (ma di famiglia umbra) Giovanni Boldini (1842-1931) furono artisti di fine e metà 800 – inizio 900. Raffigurarono particolari tipologie di donne aggraziate, eleganti, un po’ irreali .Vissero molto a Parigi, terra d’impressionisti. Modigliani risentì, all’inizio, delle influenze del cubismo di Pablo Picasso, per poi dipingere, in modo personale e idealizzato, quadri con magiche figure soprattutto femminili, dai caratteri somatici ripetuti (volti e colli affusolati, occhi come fessure semiaperte) che , solo dopo la sua morte prematura, per tubercolosi, riscossero successo tra il pubblico.

Giovanni Boldini, riprese la pittura dei Puristi del Trecento toscano. Artista della Belle Epoque, in cui trionfò un periodo di benessere e di sviluppo economico di fine XIX secolo, oltre alla pittura di paesaggi, ci ha lasciato, nella ritrattistica, immagini di giovani, distinte signore “da sogno”, di ambienti aristocratici o altoborghesi, in uno stile originale, spigliato, raggiunto dall’artista in età matura, mentre s’ispirò, ad inizio della sua carriera, al movimento dei Macchiaioli fiorentini, di metà Ottocento.

V. post n.54 sui Macchiaioli.