Assaggi di testi

16 Dicembre 2016

Credette Cimabue ne la pintura tener lo campo e ora ha Giotto il grido

 Con i versi sopra riportati Dante Alighieri (1265-1321) fa parlar Oderisi da Gubbio, miniatore,  nel canto XI del Purgatorio della Divina Commedia, descrivendo lo stravolgimento che stava avvenendo all’inizio del Trecento nella pittura, nella lingua e nella poesia.

Dante riconosce che Giotto, suo contemporaneo, stava innovando con genialità .

Le terzine continuano, poi ,  indicando  Franco Bolognese come il pittore che aveva superato Oderisi da Gubbio e  Giotto come nuovo astro nascente rispetto a Cimabue.

Infine Dante fa notare “così ha tolto l’uno a l’altro Guido  la gloria de la lingua e forse è nato chi l’uno e l’altro caccerà dal nido“, Guido Cavalcanti prevalse su Guido Guinizzelli nell’uso della lingua volgare  e Dante  si augura forse di superarli entrambi in quanto sia lui che Giotto di Bondone  nella poesia e nelle arti figurative erano uomini di  talento.

 

Oh gloria vana delle capacità umane!    Oh vana gloria de l’umane posse!

quanto poco rimane verde sul ramo,     com’ poco verde in su la cima dura

 se non è seguita da età decadenti        se non è giunta da l’etati grosse

 

E più oltre

La gloria umana  non è altro che  un soffio di vento …e cambia nome ad ogni cambio di direzione  

Non è il mondan romore altro ch’un fiato 

di vento, ch’or vien quinci e or vien quindi, 

e muta nome perché muta lato. 

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