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Archivio Aprile 2017

N.116 L’actinidia, pianta da frutto prodigiosa

20 Aprile 2017 Commenti chiusi

La denominazione deriva dal greco ἀκτίς,” raggio”. Pianta originaria dell’Asia, l’A. kolomikta si coltiva in tutta Italia. Dall’ Actinidia chinensis si ottengono i frutti chiamati kiwi, nome che identifica anche gli uccelli Apteryx , della Nuova Zelanda ( la famiglia degli apterigidi  è termine che deriva dal greco e significa “ privi di ali”, in quanto questi animali hanno ali piccolissime, inidonee al volo).

Il  frutto kiwi è composto d’acqua, proteine, grassi in minima quantità, zuccheri, vitamina C,  fosforo, calcio, ferro e fibre, potassio, sodio. Grazie alla grande percentuale di vitamina C, il kiwi rafforza il sistema immunitario e previene raffreddori ed influenze, protegge dai radicali liberi .Un kiwi da 100 grammi contiene almeno il 166% della quantità giornaliera raccomandata di  vitamina C ( fra 6.000 e 12.000 mg).

La vitamina C riduce il colesterolo e previene l’infarto e l’arteriosclerosi, protegge  dalla cataratta, quando si opacizza il cristallino.

La presenza di ferro e magnesio servono contro lo  stress , mentre il contenuto di  potassio combatte stanchezza e depressione . È efficace nelle diete, contiene poche calorie, è ricco di fibre per la digestione dei carboidrati, per regolare le funzioni intestinali. Anche per le donne in gravidanza il kiwi è utile, in quanto contiene acido folico .

Il Kiwi è una pianta dioica : vi sono piante maschili per l’impollinazione e piante femminili che producono i frutti.

Oltre alla vecchia varietà di kiwi  Hayward, ci sono varietà a polpa verde e gialla, appartenenti sia all’ A. deliciosa che all’A. chinensis ,che ampliano il calendario di maturazione. Nuove tipologie sono il baby Kiwi (A. arguta) e il kiwi a polpa rossa o bicolore. Green Angel è una nuovissima  varietà di kiwi Hayward resistente alla Psa, agente patogeno della batteriosi,  scoperta da un vivaista della zona di Saluzzo (Cuneo).

L’Italia , dopo la Cina ove q.to frutto si coltiva da 700 anni, è tra i principali produttori  di kiwi.

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N.115 L’ora legale

3 Aprile 2017 Commenti chiusi

L’ora legale permette un risparmio energetico in conseguenza di un minore utilizzo dell‘illuminazione elettrica.

Nel 1916,  Austria, Repubblica di Weimar, Francia, Italia, Ungheria introdussero l’ora legale. In Italia l’ora legale venne adottata modificando il r.d.  10 agosto 1893 n. 490 relativo al  calcolo dell’ora. Gli Stati belligeranti della Prima Guerra Mondiale volevano risparmiare energia, per la carenza di carbone prodottasi durante il conflitto.

Dal 1940 al 1948 fu abolita e ripristinata varie volte, a causa della Seconda Guerra Mondiale.

In Svizzera, il governo federale decise che il fabbisogno elettrico poteva esser soddisfatto con l’ energia idroelettrica. Solo nel 1941- 1942, si provò ad introdurla ma  venne tolta nel 1943.

Nel 1970 l’ora legale vigeva soltanto in Italia. La Francia la reintrodusse, poi,  nel 1976, Austria e Germania nel 1980.

La Svizzera l’ adottò nel 1981 per uniformarsi al  funzionamento del mercato europeo. Nel 2010 l’Italia , recependo la direttiva europea 2000/84/CE , fissò l’inizio dell’ora legale alle ore 2:00 del mattino dell’ultima domenica di marzo, quando le lancette degli orologi vengono puntate sulle ore 03:00, e il termine alle 2:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre , con l’ora solare,  quando le lancette vengono riportate indietro all’ 01:00.

N.114 La vitamina D

1 Aprile 2017 Commenti chiusi

La vitamina D mantiene normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue, aiutando il calcio a fissarsi nelle ossa conservandole sane, evitando l’insorgenza di osteoporosi.

La vitamina D trasforma anche il triptofano in serotonina: costituisce, quindi, un antidepressivo  naturale,  senza effetti collaterali.

Sembra influenzi, poi, contrastandole,  lo sviluppo di malattie autoimmuni,  di tumori al colon-retto, polmoni, prostata, sistema linfatico, seno.

Sembra  sia utile nel diabete di tipo 1, nell’ipertensione, nella sclerosi multipla, nel disturbo affettivo stagionale, nell’ipotiroidismo.