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N.66 Una forma di carbonio: il grafene

19 Aprile 2014

Gli studiosi dell’Università di Sassari e di Cagliari hanno, di recente, utilizzato alcune delle tante  proprietà di un  sensazionale nanomateriale il grafene, costituito da un solo strato di atomi di carbonio collocato su una struttura a nido d’ape, isolato per la prima volta in laboratorio nel 2004 da un pezzo di grafite, da Andre Geim e Konstantin Novoselov , professori dell’Università di Manchester, che ottennero il premio Nobel per la Fisica nel 2010.

Le caratteristiche del grafene sono: elasticità (sopporta deformazioni fino al 20 % della sua dimensione), trasparenza (non assorbe più del 2,3% della luce che lo colpisce), resistenza maggiore dell’acciaio (100 volte superiore ), alta  conducibilità elettrica  superiore a quella del rame (10 volte maggiore).

I ricercatori italiani hanno aggiunto il grafene ad un sottilissimo strato di ossido di titanio nano-poroso ed hanno  ottenuto una pellicola sottile e trasparente con proprietà fotocatalitica molto elevata, che permette, se applicata p.es. sul vetro, di autopulirsi,  utilizzando la luce del sole per eliminare lo sporco depositato.

In aeronautica potrebbe diventare un materiale per costruire velivoli più forti, ma anche più leggeri.

Potrebbe esser utile nelle tecnologie sostenibili, a basso impatto ambientale, aumentando l’efficienza delle celle organiche fotovoltaiche  e potrebbe, poi, incrementare l’efficacia delle batterie elettriche, al posto della grafite.

 

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