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N.41 Stradivari e Cristòfori: un lombardo creò armoniosi violini, un veneto il pianoforte

 Antonio Stradivari (in luogo vicino a Cremona 1643 – Cremona 1737) fu un liutaio che costruì oltre 1100 violini, viole e almeno 80 violoncelli,  suonati dai massimi musicisti di ogni tempo, tra cui N. Paganini (v.post n.55) e G.B. Viotti. Lavorò nella bottega di Nicola Amati a Cremona. Nel 1680 aprì una sua bottega, ove realizzò molti altri strumenti. Ebbe 11 figli, dei quali due, Francesco (1671-1743) e Omobono (1679-1742), seguirono la sua professione. Già prima del 1700 la sua fama aveva superato quella degli Amati e degli Stainer.

 Il Maestro Uto Ughi suona un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro, e uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer perché appartenuto al violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata. Della  foresta di Paneveggio, possesso dei Conti del Tirolo, della Casa d’Austria, dopo la 1a guerra mondiale del demanio italiano, poi della regione Trentino-Alto Adige, infine della Provincia Autonoma di Trento,  gli abeti rossi costituiscono quasi il 90% degli alberi della foresta, oltre all’abete bianco, al larice e al pino cembro. Si racconta che fosse Stradivari in persona ad aggirarsi qui alla ricerca degli alberi più idonei, plurisecolari, il cui legno, grazie alla particolare capacità di “risonanza”, forniva la materia prima ideale per le casse armoniche. Il legno dell’abete rosso è particolarmente elastico, trasmette bene il suono e i suoi canali linfatici sono come piccolissime canne d’organo.

Bartolomeo Cristòfori (Padova 1655-Firenze 1732), cembalaro e liutaio, cercò di rendere possibile nel clavicembalo la graduazione del suono, sostituendo ai saltarelli a becco di penna i saltarelli a martello, che trasformarono il clavicembalo in “clavicembalo col piano e col forte“, cioè nell’odierno pianoforte. La priorità della sua invenzione (del 1698, ma annunciata nel 1711) venne impugnata da rivali (le case tedesche Schröter, Silbermann) e messa in dubbio da alcuni studiosi moderni. Strumenti da lui costruiti sono conservati tuttora a Padova, Colonia, New York. Nel 1739 Domenico Del Mela inventò il pianoforte verticale, ma il brevetto fu depositato nel 1800 dall’americano I. Hawkins.

Fonti: www.treccani.it/enciclopedia  http://www.parcopan.org/it/territorio/ambienti/la-foresta-di-abete-rosso-p92.html

ATTUALITA’
Mediante la tecnica  basata sull’irraggiamento con raggi x   di un violino Stradivari di un collezionista inglese, vari ricercatori di atenei italiani, tra cui alcuni del  Dipartimento di Fisica di Università di Milano, hanno studiato i materiali e le  decorazioni della tavola armonica ed è stato possibile scoprire un particolare  inchiostro, chiamato ferro gallico, utilizzato all’epoca come  inchiostro da scrittura. http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/stradivari-senza-segreti-grazie-ai-raggi-x/luglio-2013

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